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domenica 7 aprile 2013

Chirugia estetica: quali sono gli interventi riusciti peggio? E quelli più strani?

Si sente sempre di più parlare di ritocchini e chirurgia plastica sia per i Vip che per la gente comune ma nella maggior parte dei casi vengono fatti solo per il gusto di apparire e non per reale necessità. Sul web poi gli esempi di persone ossessionate dalla chirurgia estetica sono sempre più abbondanti: l'ultimo che ho trovato è quello di un ragazzo americano di 15 anni che ha speso 60 mila dollari per essere come Britney Spears.



Il primo esempio è quello di Vanity Wonder che si è sottoposta a un numero indefinito di operazioni perchè voleva avere un lato B sensuale come quello di Betoncè. E' arrivata a spendere fino a 15 mila dollari da un chirurgo che le ha iniettato sostanze legalmente proibilte ed ora si ritrova con un fondoschiena esagerato e pentita della scelta fatta. 
C'è poi Beshine detentrice del titolo “seno più grande d’Europa”, da giovane aveva solo una seconda: dopo diversi interventi il suo seno è diventato gigantesco e richiede manutenzione e frequenti “riempimenti”. Lei adora il suo seno e afferma di non avere problemi di schiena, grazie ad un intenso programma di allenamento: il vero problema è trovare vestiti adatti!
E come dimenticare la storia della 22enne russa Kristina Rei che non si piaceva con le labbra sottili ed è arrivata a spendere 4 mila dollari per iniezioni di silicone arrivando al risultato che si vede in questa foto
 


Tra gli interventi estetici peggio riusciti secondo me va ricordato quello di Rajee Narinesingh, donna che si è sottoposta ad interventi di chirurgia per avere un viso più "tirato", ma si è rivolta ad un chirurgo che le ha iniettato soluzioni a base di cemento e materiale per riparare pneumatici e l'ha sfigurata completamente come si vede in questa immagine
E sempre in ambito di malati di chirurgia plastica vogliamo parlare di Valeria Lukyanova diventata famosa nel web a causa della sua somiglianza con la popolare bambola. Ha già speso 800 mila dollari in operazioni chirurgiche, e ha una vita sottilissima, proprio come quella di una Barbie (tra le Barbie più famose del webva ricordata anche Kota Koti che in quanto ad interventi di chirurgia plastica si difende bene)



Come velocizzare Windows 7


l nuovo Windows 7 è un sistema operativo conosciuto per essere molto stabile e veloce, ma questo non significa che non può essere velocizzato ulteriormente con dei piccoli accorgimenti da apportare alle sue impostazioni.
Velocizzare Windows 7 al massimo è facilissimo e può essere fatto direttamente dal sistema operativo, senza ricorrere ad alcun programma di terze parti. Non ci credi? Allora prova a seguire questi consigli che sto per darti e fai un confronto tra il prima e il dopo: rimarrai stupito dei risultati ottenuti!
La prima cosa che ti consiglio per velocizzare Windows 7 al massimo è disabilitare i processi e i programmi che appesantiscono il sistema avviandosi automaticamente all’accesso a Windows. Per farlo, clicca sul pulsante Start, digita msconfig nella barra di ricerca che si trova nel menu Start di Windows 7 e premi il tasto Invio della tastiera del tuo PC per accedere all’utility di configurazione di sistema.
Nella finestra che si apre, fai click sulla scheda Avvio, togli il segno di spunta da tutte le voci tranne quelle relative ad antivirus (es. avguard, Microsoft Security Client, ecc.) e componenti del sistema operativo (es. Sistema operativo Microsoft Windows) e fai click prima su Applica e poi su OK per salvare i cambiamenti.
Un altro passaggio fondamentale per velocizzare Windows 7 al massimo è quello di disabilitare gli effetti visivi che rendono il sistema più bello da vedere ma anche più “pesante” per processore e RAM. Tutto quello che devi fare per rinunciare agli effetti speciali di Windows 7 è cliccare sul pulsante Start, fare click destro sulla voce Computer e selezionare la voce Proprietà dal menu che compare.
Nella finestra che si apre, clicca prima sulla voce Impostazioni di sistema avanzate (sulla sinistra) e poi sul pulsante Impostazioni collocato sotto la dicitura Prestazioni per accedere al pannello di regolazione degli effetti visivi di Windows. Metti quindi il segno di spunta accanto alla voce Regola in modo da ottenere le prestazioni migliori e fai click su Applica per salvare i cambiamenti. Se vuoi mantenere le finestre trasparenti (Aero), metti il segno di spunta anche suAttiva composizione del desktopAttiva trasparenza effetto cristallo e Utilizza stili di visualizzazione per finestre e pulsanti.

Il servizio di indicizzazione è quello che in Windows 7 permette di ricercare in maniera istantanea file e programmi nel menu Start e nella barra di ricerca dell’Esplora Risorse. Regolando bene le sue impostazioni, è possibile evitare che Windows consumi risorse tentando di indicizzare elementi che a noi non servono. Per ottimizzare il servizio di indicizzazione, clicca sul pulsante Start, digita indicizzazione nella barra di ricerca rapida e clicca sulla voce Opzioni di indicizzazione che compare nel menu.
Nella finestra che si apre, clicca sul pulsante Modifica e, utilizzando il riquadro collocato in alto, togli il segno di spunta da tutte le cartelle o i drive in cui raramente cerchi dei file e che quindi è inutile indicizzare per una ricerca istantanea dei dati. A operazione completata, clicca su OK per due volte consecutive per salvare le impostazioni.

Infine, un consiglio abbastanza ovvio ma sempre utile. Se intendi velocizzare Windows 7 al massimo, disinstalla dal computer tutti i programmi che non usi. Recati dunque nel pannello di controllo del sistema operativo (cliccando sul pulsante Start) e clicca sulla voce Disinstalla un programma per accedere alla lista dei programmi installati sul PC.
Nella finestra che si apre, individua i nomi dei programmi che non usi e/o non sapevi nemmeno fossero installati sul PC, clicca su di essi e utilizza il pulsante Disinstalla (in alto) per avviarne la rimozione. Per completare la procedura di disinstallazione di un programma, di solito basta fare click sempre su Avanti.



domenica 31 marzo 2013

"Lo strofinaccio che elimina tutte le tracce": pubblicità e femminicidio, è polemica

"Lo strofinaccio che elimina tutte le tracce": pubblicità e femminicidio, è polemica
I cartelloni mostrano un uomo seduto sul letto accanto al corpo di una donna apparentemente senza vita. L'azienda di Casoria è specializzata in "prodotti per la casa e cura della persona"



"Lo strofinaccio che elimina tutte le tracce": pubblicità e femminicidio, è polemica
Un uomo seduto sul letto accanto al corpo di una donna apparentemente senza vita. È la pubblicità di uno strofinaccio prodotto da un'azienda di Casoria specializzata in "prodotti per la casa e cura della persona" che subito ha fatto scattare numerose polemiche per 'cattivo gusto'. Non manca la versione "femminile" : lui la vittima, lei l'assassino.

LE POLEMICHE SU FACEBOOK - Antonella: "Anche la vita, l'anima e il corpo delle donne tra i materiali di consumo per la casa?! Vergogna, con questa campagna pubblicitaria vi siete tirati la zappa sui piedi". Mariapia: "Non so se il vostro panno in microfibra "ammazza" davvero lo sporco più ostinato, quel che so è che con questa campagna avete ammazzato le vostre vendite". Ginger: "La vostra pubblicità è un insulto alle donne, alla cultura italiana".

LE REAZIONI - “Nel migliore dei casi possiamo parlare di cattivo gusto, ma le evocazioni dei 3 x 6 dello strofinaccio che, come recitano i cartelloni pubblicitari, ‘elimina tutte le tracce’ sono indecenti e danno, tanto nel caso in cui la presunta vittima sia donna quanto in quello in cui sia uomo, la peggiore idea possibile del senso del rapporto di coppia, di come vanno risolti i conflitti, del senso stesso del valore della vita umana che, evidentemente, per la casa produttrice dello strofinaccio, vale meno del cencio che si tenta di vendere”. Lo afferma Domenico Palmieri, capogruppo di Liberi per il Sud del Consiglio comunale di Napoli, per il quale “questa vicenda non ha nulla a che vedere con la riserva indiana evocata da Luisa Bossa. Quei manifesti, per il rispetto che si deve alla vita delle persone, uomini o donne che siano, vanno rimossi”. “E mi auguro  - conclude - che il sindaco ne elimini tutte le tracce”.

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venerdì 29 marzo 2013

Ondata di spam sta rallentando la rete globale

Uno dei più grandi attacchi al web della storia, che sta mettendo in seria difficoltà la rete, congestionata come non mai da una vera e propria invasione di spam. E' l'allarme del New York Times. Alla base dei disguidi per milioni di internauti c'è lo scontro tra un gruppo che si occupa di combattere gli spam e un provider olandese.

Sull'attacco in corso la polizia di cinque continenti sta indagando. Lo scontro all'origine dell'attacco e' fra la l'organizzazione no profit Spamhaus e la societa' olandese di hosting Cyberbunker, che deve il suo nome al proprio quartier generale, un ex bunker della Nato. Spamhaus, il cui obiettivo e' quello di aiutare i provider a filtrare spam e contenuti indesiderati, ha di recente inserito Cyberbunker nella sua lista nera, che include server usati per scopi non proprio chiari. 

Cyberbunker critica la decisione e afferma di ospitare qualsiasi servizio, eccetto quelli "pedopornografici e legati al terrorismo". Da questo braccio di ferro sono partiti gli attacchi: il primo - denuncia Spamhaus - il 19 marzo scorso, inondando - come tutti i successivi - i server di Spamhaus con centinaia di Distributed denial of service, cioe' risposte a richieste false inviate dal sito che si vuole mettere in condizione di non operare.


Navigatori (in una foto d'archivio)

iPad Mini 2 in arrivo: cambiamento sugli ordini

iPad Mini 2 dovrebbe arrivare dopo l'estate: Apple avrebbe già tagliato sia gli ordini dell'attuale tablet, che le consegne nel secondo trimestre del 2013
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L’arrivo dell’iPad Mini 2 sembra essere vicino: secondo fonti dell’industria tecnologica, Apple avrebbe ridotto gli ordini di iPad Mini di circa un 20% e tagliato le consegne del dispositivo nel secondo trimestre del 2013. Tale decisione andrebbe ad aprire la strada al tablet di seconda generazione, forse con Retina Display, che secondo le stime dovrebbe esser disponibile durante il terzo trimestre di quest’anno.
Afferma DigiTimes che «Apple avrebbe tagliato le consegne di iPad Mini a circa 10-12 milioni di unità nel secondo trimestre del 2013, secondo le fonti dell’industria. L’indicazione si basa sulle informazioni relative alle consegne fornite da fonti multiple che riforniscono Apple della componentistica di iPad mini. Le fonti hanno notato che il calo potrebbe raggiungere il 20% ad aprile, con probabili aggiustamenti al ribasso in seguito, per un totale risicato di 10 milioni di unità per tutto il trimestre».
Si tratta di una riduzione notevole e v’è da sottolineare che nelle prossime settimane l’azienda di Cupertino potrebbe optare per tagli ancora più drastici. Questo a causa del fatto che starebbe spianando la strada all’inizio della produzione di massa dell’iPad Mini 2.

Le fonti osservano comunque che la decisione di Apple potrebbe esser stata presa anche in considerazione a una fisiologica contrazione delle vendite: la concorrenza degli altri produttori al lavoro su tablet da 7 pollici è molto forte, e di conseguenza la Mela avrebbe semplicemente adeguato le previsioni di vendita alle nuove analisi di mercato.
Eppure, le indiscrezioni relative alla seconda generazione del piccolo tablet con la mela morsicata si susseguono ormai già da parecchio tempo, dunque non è del tutto da scartare l’ipotesi che possa arrivare subito dopo l’estate.

martedì 19 marzo 2013

Il cucciolo col musetto deformato che conquista Facebook e Youtube

Il cucciolo col musetto deformato che conquista Facebook e Youtube








STELLA DEL WEB - Grazie ai video ed alle dolci foto postate dai suoi amici, Lanny sta conquistando l’attenzione di molti internauti. Il piccolo cucciolo ha una pagina Facebook che già conta decine di migliaia di iscritti, e i suoi video così come le sue foto sono condivise da tantissime persone. Una necessità per la sua sopravvivenza, perchè le cure per tenerlo in vita sono costose, e bisogna raccogliere fondi per il piccola cane.

L’olio d’oliva, il segreto per dimagrire


Una ricerca delle università di Monaco di Baviera e di Vienna svela quale sia il condimento più efficace per perdere perso


L'olio d'oliva, il segreto per dimagrire
Il segreto per dimagrire? E’ l’olio d’oliva. Grazie al condimento più apprezzato del nostro paese infatti le persone riescono a mangiare meno per il senso di sazietà che le sostanze aromatiche dell’olio d’oliva inducono in noi. Grazie a questo sostanze infatti si ritarda l’assorbimento dello zucchero da parte del fegato.
STUDIO SUL CIBO - La ricerca, condotta da studiosi tedeschi della Technische Universität di Monaco di Baviera (TUM) e dell’Università di Vienna coordinati da Peter Schieberle e Veronika Somoza, pone inoltre molti dubbi sui cosiddetti cibi ‘light’ o ‘low fat’. Lo studio infatti evidenzia come questi cibi non stimolino il senso di sazietà e inducano di conseguenza a mangiare maggiori quantità di prodotto. La ricerca si è svolta in un periodo di tre mesi. All’inizio i ricercatori hanno chiesto a un gruppo di volontari di mangiare yogurt magro ogni giorno in aggiunta alla propria dieta normale e chiesto loro di aggiungere al prodotto uno tra diversi tipi di oli, come l’olio di semi, il burro, lo strutto o l’olio d’oliva. Confrontando le reazioni dei volontari e’ emerso che coloro che mangiavano lo yogurt con olio d’oliva erano più sazi e avevano nel sangue alti livelli di serotonina, sostanza legata appunto al senso di sazietà.
SEGRETO DELL’OLIO D’OLIVA - Gli esperti hanno scoperto che il segreto dell’olio d’oliva e’ nascosto nelle sostanze aromatiche che lo caratterizzano, come l’esenale. Infatti aggiungendo allo yogurt dette sostanze, di nuovo i volontari si dicono più sazi. Per di più coloro che mangiavano lo yogurt senza aroma ingerivano mediamente ogni giorno 176 chilocalorie in più, mentre coloro che mangiavano quello ‘aromatizzato’ non modificavano il loro introito calorico. Infine i ricercatori hanno cercato di capire come le molecole aromatiche inducano sazietà: le sostanze aromatiche dell’olio, come l’esenale, favoriscono questa sensazione perche’ diminuiscono l’assorbimento degli zuccheri nel sangue così rallentando l’abbassarsi della glicemia. Secondo gli studiosi questa scoperta potrebbe portare allo sviluppo di nuovi prodotti low-fat ma più sazianti.

C’è vita in fondo alla Fossa delle Marianne


Localizzata a Nord-Ovest dell’Oceano Pacifico e ad Est delle Isole Marianne, si trova ilChallenger Deep, ovvero il punto più profondo dei nostri oceani. Il Challenger Deep fa parte di una lunga depressione chiamata Fossa delle Marianne, che prende il nome dalla vicinanza con le omonime isole, a loro volta chiamate così in onore di Mariana d’Austria, vedova di Filippo IV di Spagna. L’ultima rilevazione del 2009, effettuata grazie al robotNereus, indica la profondità di 10.902 m.
Il XX secolo è stato testimone di importanti scoperte proprio su quelle coordinate 11° 21' nord di latitudine e 142° 12' est di longitudine. Diversi scienziati si sono pronunciati e hanno studiato quella parte di oceano cosi profonda e buia, ma decisamente particolare. Questa zona dell’oceano fu scoperta nel 1521 da Ferdinando Magellano.
La fossa è delimitata dall’incontro di 2 placche tettoniche, in una zona di subduzione dove la placca Pacifica si insinua sotto la placca delle Filippine. Forma un arco di circa 1580 miglia nautiche, equivalenti a 2550 chilometri. I primi rilievi effettuati in quel tratto di oceano risalgono al 1899, e indicarono un punto a Sud-Est di Guam con una batimetria di 9660 metri. Per più di 50 anni quello fu il punto più profondo degli oceani, conosciuto come NERO DEEP. Nel 1957, durante l’Anno Geofisico Internazionale, il vascello battente bandiera Sovietica, Il VITJAZ, riusci a misurare una profondità di 11.034 m.Foto2
Ma fu proprio nel gennaio del 1960, esattamente il giorno 23 alle ore 13:06 che, grazie ad un’immersione senza alcun precedente, che il batiscafo TRIESTE II della U.S. Navyraggiunse la profondità segnata a bordo di 11.521 metri, poi rettificata a 10.916 metri. A bordo il Tenente di Vascello Don Walsh e l’oceanografo Jacques Piccard, figlio di un noto fisico, August Piccare. E fu proprio grazie agli studi del padre che il giovane Piccar poco più che ventenne, riusci a costruirsi presso i cantieri navali di Trieste il batiscafo che poi intitolò proprio alla città Giuliana.
Cinque ore per arrivare sul fondo; il batiscafo utilizzava palle di cannone come zavorra e benzina per il galleggiamento. La pressione sul batiscafo sul fondo era di circa 1100 Kg per cm2 (in acqua ogni 10 metri la pressione aumenta di 1 atmosfera, ovvero di circa 1 Kg per cm2). Si seppe solo tempo dopo che un oblò del batiscafo si crinò proprio per la forte pressione.
Dopo nessun uomo è più sceso a quelle profondità. Sono passati più di 50 anni, ma soltanto lo scorso anno (nel 2009 ndr), grazie al NEREUS, vi fu la possibilità di seguire l’intera immersione del sottomarino-robot, guidato da un cavo a fibre ottiche, grazie a delle telecamere installate all’esterno del telaio. Nereus lungo 4.5 metri ha anche la possibilità di raccogliere campioni di rocce e sedimento.
Foto3Da un intervista rilasciata al giornalista Gianni Roghi nel 1960, Jacques Piccard dichiarò <Il fondo è di un fango bianco-grigio…vedevamo attraverso l’oblò di plexiglass accendendo i fari. L’acqua era limpidissima, la temperatura era di 3.5°C, invece all’interno del batiscafo vi erano 8-10°. Rimanemmo sul fondo venti minuti. Fummo inoltre straordinariamente fortunati perché potemmo vedere due animali, un gambero e una specie di sogliola. Quest’ultima potei osservarla per circa un minuto. Non aveva l’aspetto di un pesce abissale (…) ma era proprio come una sogliola comune, lunga una trentina di centimetri, bianca. Nuotava adagio, vicino al fondo, forse in cerca di cibo, poi sparì nel buio, oltre il raggio della nostra lampada>. Questa scoperta ha destato un grande interesse nel mondo dei biologi marini perché mai (…) si era saputo che a tali profondità vivessero animali marini superiori.
Il Tenete di Vascello Don Walsh invece affermò che l’impresa era riuscita ma che la cosa più importante per lui era stata quella di aver avvistato forme di vita ad 11.000 metri di profondità… <Una volta che si scende sotto i 150 metri di profondità, c’è l’oscurità totale. Di solito non c’è molta vita marina a 250 miglia da terra>”.
A ricordo di quella spedizione venne lasciata sul fondale una bandierina americana all’interno di un recipiente di plastica che fu lasciata affondare appena il batiscafo emerse.
Una curiosità è legata all’immersione di Piccard: la famosa casa produttrice Svizzera di pregiati orologi da polso Rolex ancorò allo scafo del Trieste un orologio impermeabile, il primo mai prodotto, che fu così testato nella Fossa. Il giorno seguente la Rolex ricevette un telegramma firmato da Piccard con il seguente testo: <Sono lieto di confermare che anche ad 11.000 metri di profondità il vostro orologio è preciso come in superficie. Cordiali saluti>. Il che assicurò agli orologi svizzeri la fama di orologi adatti a situazioni estreme.

Immagine in alto: Jacques Piccard (di fronte) e Don Walsh (in basso) a bordo del batiscafo Trieste nel 1960

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Un’immagine del ROV NEREUS che nel 2009 ha raggiunto la profondità di 10.902 metri, raccogliendo parametri ambientali di grande interesse per la scienza

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Nonostante la mostruosa pressione, alcuni organizmi si sono adattati a vivere perfino lì. Si tratta di colonie di batteri che riescono a sopravvivere a una pressione mille volte superiore a quella a livello del mare. La spedizione che li ha trovati è scesa nella Fossa delle Marianne e in quella di  Kermadec-Tonga, vicino alle isole Fiji. Lo studio è stato complicato dalla necessità di studiarli sul luogo, perché è impossibile che possano sopravvivere in superficie costruiti come sono per un ambiente tanto diverso.
Gli scienziati hanno inoltre scoperto che proprio nelle fosse i batteri si concentrano in numero superiore che nelle acque meno profonde circostanti, che sono quindi veri e proprio “hot spot” d’ell’attività batterica alle grandi profondità. Anche i video girati nel tempo hanno confermato come quegli abissi siano abitati per lo più da microbi, forme di vita più grandi sembrano rare e occasionali

I 20 animali più strani del mondo

Non è photoshop, questi animali esistono davvero. La natura a volte è molto più sorprendente di quanto immaginiamo.

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Serpente con i tentacoli

Il rospo surinam senza denti e lingua

Il fiore "mangia ossa"

L'Ankole-Watusi una razza di bovino Africano

Un tardigrade chiamato anche extremophile cioè vive in ambienti e temperature estreme

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Una specie di rana conosciuta in internet come la "Kung fu-Rana"

La capra di montagna

Helicoprion è un squalo preistorico
squalo preistorico

"Zeus" il cane più alto del mondo


Una rara tartaruga bianca
rara tartaruga bianca

Una salamandra messicana

Il "morbido" coniglio Angora
coniglio Angora

Il "blobfish" vive nelle profondità del mare


Il "blobfish" vive nelle profondità del mare


La talpa col naso a stella
talpa naso a stella





Il Galaxy S4 americano distrugge la concorrenza, dalll’iPhone 5 al Xperia Z

Il Galaxy S4 americano distrugge la concorrenza, dalll’iPhone 5 al Xperia Z


Sembra che Samsung sia riuscita a confezionare un ottimo prodotto anche con la variante americana del Galaxy S4, la quale non presenta il SoC Exynos Octa ma il classicoSnapdragon 600.
Pur avendo un architettura hardware molto simile ai concorrenti, il Galaxy S4 americano riesce comunque a distinguersi dal recente Xperia Z.
Affermiamo questo dopo aver visionato i primi test Benchmark pubblicati oggi, e che potete vedere qui sotto.
Su Antutu il Galaxy S4 riesce a raggiungere ben 25900 punti, mentre in seconda posizione si piazza Xperia Z di Sony. manca in tale classifica l’HTC One, che forse avrebbe potuto dare del filo da torcere al prodotto sud coreano.

Prendendo in esame  invece il beanchmark di Geekbench, vediamo come il Galaxy S4 demoliscal’iPhone 5 e il nuovissimo Blackberry Z10, doppiandoli nel punteggio.
Il modello internazionale di Galaxy S4, ovvero quello che arriverà anche da noi, dovrebbe avere prestazioni comparabili, anche se la GPU PowerVR dovrebbe garantire una potenza bruta nei giochi sensibilmente superiore all’Adreno dello Snapdragon.