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sabato 28 dicembre 2013

Pulire, ottimizzare e velocizzare il pc GRATIS!!! scoprilo su Blog e non solo

JetClean

JetClean elimina file inutili dal sistema recuperando spazio sull'hard disk e ottimizzando varie aree di Windows per migliorarne le prestazioni.
JetClean ha un'interfaccia usabile e in italiano.

Può pulire il registro dalle chiavi invalide, ottimizzare l'uso della RAM, eliminare collegamenti rotti, cache e file temporanei di Windows, delle applicazioni e così via. Con l'opzione 1-Click è possibile avviare una scansione generale per tutti questi elementi.
Il menu Strumenti di JetClean offre altri interessanti tool:
Informazioni sul sistema: mostra la configurazione hardware del tuo PC e consente di esportare i dati ricavati in un file HTML.
Disinstalla: aiuta a rimuovere software dal sistema. Include sottosezioni che identificano i programmi più pesanti, quelli installati di recente, le toolbar e gli update di Windows.
Ottimizzazione dell'Avvio: un semplice startup manager per eliminare processi dall'esecuzione automatica di Windows.
Ottimo il JetBoost, un tool che trovi all'interno del menu Incremento delle prestazioni, e che consente un significativo boost del sistema durante le tue sessioni di lavoro o gioco, disabilitando processi in background, servizi inutili e pulendo la RAM.
JetClean permette di creare una versione Portable del programma, così da averlo sempre con te all'interno di una pendrive USB. Inoltre, consente di creare e gestire punti di ripristino del sistema.
Altre feature, come il defrag del registro e il tool per ottimizzare le impostazioni del collegamento Internet, sono disponibili solo nella versione PRO di JetClean.

martedì 17 dicembre 2013

Google prepara EnergySense, il termostato intelligente


Alcune aziende, come la Nido, hanno dimostrato che i termostati in casa possono essere consumer-friendly. Forse è per questo che Google è interessata a progettare un tale dispositivo, nell'interesse dei consumatori.
Ogni volta che torna l'inverno sorge il problema del consumo dell'energia elettrica, in gran parte perchè l'isolamento delle pareti di una casa non sembra funzionare abbastanza e di conseguenza la bolletta poi lievita perchè si consuma più energia di quanta in realtà ne servirebbe per riscaldare un'ambiente ben coibentato.
Stando a quanto riporta cnet.com sembra che l'energia è qualcosa che interessa un nuovo progetto di Google. Secondo le informazioni, l'azienda di Mountain View sta testando termostati connessi a Internet volti a rendere la rete energetica di una casa più efficiente e aiutare gli utenti a controllare il loro consumo di energia. Il programma di sperimentazione è detto di essere chiamato EnergySense.
Questi termostati "intelligenti" non devono essere confusi con un precedente progetto similare chiamato PowerMeter che Google ha provato nel 2011. PowerMeter era un'applicazione Web che visualizzava la quantità di energia elettrica usata da una casa. Google è stata costretta ad abbandonare il progetto dopo il mancato interesse dei consumatori. Tuttavia, il gigante tecnologico ha riferito di non avere completamente gettato la spugna sulla creazione di un dispositivo domestico che controlla l'energia usata in una casa, secondo la fonte.
Google non è l'unica azienda ad aver lavorato per aiutare le persone a meglio gestire il consumo di energetica elettrica in casa. Diverse aziende hanno creato con le proprie tecnologie dei termostati intelligenti, tra cui NestEcobee Honeywell. Nest ha catturato l'attenzione degli investitori della Silicon Valley con il suo termostato di prossima generazione con Wi-Fi integrato che è in grado di gestire in maniera personalizzata il riscaldamento degli utenti nel corso del tempo in base agli usi.
Per i termostati EnergySense, Google si dice che abbia intenzione di collaborare con altre aziende per la fabbricazione del dispositivo, secondo le informazioni, e sembra che Google ha già avuto modo di testare EnergySense a St. Louis. Tuttavia, non è chiaro se il gigante tecnologico prevede di rilasciare i sistemi per un uso commerciale nel breve periodo.

sabato 12 ottobre 2013

Auto elettriche: nel 2020 saranno 2,3 milioni in tutto il mondo

Nel 2020, le auto elettriche che circoleranno nel mondo saranno oltre 2 milioni, rispetto alle attuali 150mila. In Asia la crescita maggiore, per via dei più gravi problemi di inquinamento delle megalopoli. Ma il boom nel mercato di massa dei veicoli elettrici avverrà solo nel prossimo decennio.

È quanto emerge da un'indagine condotta da Abi Research, secondo cui le vendite mondiali di auto elettriche nel 2020 raggiungeranno i 2,36 milioni.Particolarmente importante sarà il ruolo dei governi, che dovranno sostenere i veicoli elettrici attraverso sgravi fiscali e sussidi, stimolandone la diffusione e la costruzione di infrastrutture di ricarica pubblica. Ma potrebbero essere altre le soluzioni fornite dai vari paesi per incentivarne l'uso, come l'esenzione dal pedaggio, l'accesso alle corsie preferenziali nelle zone di congestione e la possibilità di parcheggiare gratuitamente.

E se ancora oggi questo è utopia, non è detto che, per necessità, le auto elettriche entreranno a far parte integranti del trasporto urbano e non.
"Nel complesso, le vendite di veicoli elettrici sono state deludenti finora a causa di una mancanza di scelta e della mancata percezione dei benefici personali, dei prezzi elevati di acquisto, e, soprattutto, della preoccupazione dei consumatori verso il settore, riguardante la velocità massima, i tempi di ricarica e la mancanza di infrastrutture di ricarica pubbliche,” ha spiegato Dominique Bonte, a capo di ABI Research.
Secondo gli analisti, alcune case automobilistiche come BMW, Daimler e Volkswagen stanno investendo molto nell'elettrificazione. Va inoltre sottolineato che una gamma di tecnologie automobilistiche emergenti come i materiali in fibra di carbonio, le tecnologie di rete in-car senza fili, la sicurezza attiva, la connettività e il car sharing peseranno a favore dell'auto elettrica.
E in Italia? Anche il nostro paese riuscirà a guardare con interesse al settore delle auto ecologiche?

lunedì 30 settembre 2013

Gli Android ,un passo avanti rispetto agli iPad nel mercato dei tablet

È appena stato registrato nel mercato dei tablet un importante cambiamento nella leadership: i dispositivi Android hanno raggiunto quelli iOS (gli iPad) in termini di spedizione. Lo evidenzia ABI Research attraverso un nuovo report, da cui si apprende anche di un calo dei ricavi Apple ottenuti con il modello tradizionale di iPad.
Nel corso del secondo trimestre del 2013, la distribuzione dei tablet basati sul sistema operativo di Google ha per la prima volta superato quella degli iPad. Il numero delle spedizioni complessive è cresciuto del 23% su base annua e i tablet più piccoli (da 7 pollici) hanno rappresentato la maggior parte dei device spediti; l’iPad mini da 7.9 pollici è quella tavoletta con la mela morsicata di maggior successo, con circa il 60% degli iPad totali venduti, e ha permesso ad Apple di ottenere un 49% di ricavi totali nei tre mesi in riferimento. Le spedizioni dei tablet nel secondo trimestre dell’anno hanno permesso ai produttori di realizzare un fatturato di 12,7 miliardi di dollari.

Dunque, iPad mini ha una maggiore rilevanza tra i tablet targati Apple, mentre in generale la piattaforma Android ha cominciato a riscuotere un maggior successo in tale segmento di mercato. La popolarità dei dispositivi che eseguono il sistema operativo di Google è dovuto soprattutto a quelli targati Samsung, la principale rivale di Apple, e a quelli low-cost che stanno invadendo i negozi di tutto il globo.
Lo scorso anno, il prezzo medio di vendita dell’iPad è sceso del 17% (grazie all’iPad mini) mentre quello del resto del mercato è aumentato della stessa percentuale. Apple dovrebbe presentare a breve i nuovi modelli di iPad e iPad mini e, come sottolineato da Jeff Orr di ABI Research, «per rimanere un leader, Apple deve continuare a innovare e a rispondere alle esigenze di mercato del mondo reale».

Apple 'ruba' la corona alla Coca Cola, "miglior marchio al mondo"

La Apple ha tolto alla Coca Cola la corona di miglior marchio del mondo. E' quanto emerge dal rapporto della societa' di marketing Interbrand, che valuta 93,31 miliardi di dollari il marchio dell'azienda di Cupertino.
  Coca Cola ha detenuto per 13 anni il titolo, ma quest'anno e' scalata al terzo posto, dietro alla Apple e a Google, il cui marcio e' stato stimato 93,29 miliardi di dollari. La Apple e' entrata in classifica, al 26 esimo posto, nel 2000, cioe' nell'anno in cui Interbrand ha avviato il suo rapporto e ha gradualmente preparato la sua scalata alla vetta. Secondo Interbrand, Apple nei prossimi anni dovra' guardarsi le spalle dalla sucoreana Samsung, che guida le vendite degli smartphone e che quest'anno ha chiuso al nono posto.

venerdì 27 settembre 2013

la prima gamba bionica a controllo ''mentale''

La protesi robotica sviluppata dal Rehabilitation Institute of Chicago è collegata ai nervi e funziona quasi come un arto vero. "Riesco a muovere un passo dopo l'altro in modo naturale", racconta Zac Vawter, 32enne che quattro anni fa ha perso la gamba a causa di un incidente in motocicletta, protagonista del test che permetterà di perfezionare il prototipo.

Per Zac Vawter, la "cavia" che sta sperimentando il primo arto bionico in assoluto capace di leggere i segnali celebrali, deve essere stato un giorno speciale quello in cui è tornato a camminare. Non su una stampella o con una protesi che simula solo esteticamente una gamba, ma su quello che dovrebbe essere il futuro: una gamba a tutti gli effetti, controllata dal proprio cervello, impiantata artificialmente grazie al progetto sviluppato in quattro anni e con 8 milioni di dollari di finanziamento dell'Army's Telemedicine and Advanced Technology Research Center, insomma dall'esercito, e riportato dal The New England Journal of Medicine.
Un obiettivo che sembra vicino al raggiungimento: potrebbe essere vicino il momento in cui questo tipo di protesi uscirà dai laboratori del Rehabilitation Institute of Chicago ed entrerà ufficialmente sul mercato. Il sistema finora era stato testato solo su braccia, più facili dato che non sono gravate dal peso del corpo.
Il 31enne ingegnere software americano, a cui era stata amputata una gamba in seguito a un'incidente in motocicletta, ora può camminare. Riesce a fare tutti i movimenti possibili, come se la sua gamba fosse vera. Prima del trapianto si è sottoposto a una procedura di "reinnervazione mirata", in cui i nervi del muscolo danneggiato sono stati diretti nuovamente verso quelli posteriori della coscia, rimasti sani. A questi è stata collegata la protesi, che è capace di elaborare i segnali dei nervi e dedurre in tempo reale il gesto che il paziente avrebbe voluto fare, traducendoli in movimenti della protesi. L'uomo, grazie a questa protesi, è riuscito a scalare i 103 piani delle Willis Tower di Chicago a piedi.
Si tratta però di un prototipo, quindi soggetto a molti miglioramenti, anche se la percentuale di errori, cadute comprese, è bassissima: dell'1,2%, molto meno del 12,9 delle protesi robotiche standard. In cosa potrà migliorare la protesi? ''Dobbiamo renderlo più leggero, silenzioso e con batterie che durino di più. Inoltre questo modello è omologato per 5mila passi, mentre gli standard dell'esercito ne impongono 10mila'', ha dichiarato Levi Hargrove, uno dei ricercatori.
La gambia bionica con controllo mentale non arriverà prestissimo sul mercato, forse nel giro di 3-5 anni, a Vawter è infatti permesso di usarla solo una volta a settimana, quando si fa visitare alla clinica di Chicago. I prezzi invece potrebbero essere molto alti, si parla di decine di migliaia di dollari per una singola protesi.

giovedì 19 settembre 2013

iOs 7, aggiornamento software fallito: cosa fare Cosa fare se il nostro dispositivo Apple non riesce a installare il nuovo software?

iOs 7, aggiornamento software fallito: cosa fare
Sono moltissimi gli utenti che da questo pomeriggio, e anche in questi minuti, sono alle prese con il download del tanto atteso iOs 7. Tante le novità del software, che darà la sensazione agli utenti di essere alla presa con un nuovo dispositivo.

Sono moltissimi gli utenti che da questo pomeriggio, e anche in questi minuti, sono alle prese con il download del tanto atteso iOs 7. Tante le novità del software, che darà la sensazione agli utenti di essere alla presa con un nuovo dispositivo.

La prima grossa novità di iOS 7 è la revisione grafica con icone più piatte e minimaliste. Mentre uno degli aggiornamenti più interessanti dal punto di vista pratico è quello che riguarda il 'Centro di controllo' che darà accesso immediato alle funzioni principali dell'iPhone: basterà far scorrere il dito dal basso verso l'alto sul display per veder comparire un pannello da cui gestire Bluetooth, Wi-Fi, modalità aereo, non disturbare e luminosità ma anche usare il flash come torcia elettrica.

Purtroppo però, molti utenti alle prese con il download, ci fanno sapere che ci sonodifficoltàCosa fare? Se al momento del download del nuovo software di casa Apple, vi esce la scritta: "Aggiornamento software fallito", non preoccupatevi, non dipende da voi. La tanta attesa per il nuovo aggiornamento ha fatto sì che i server andassero un po' in tilt e così non resta che provare e riprovare. Unico consiglio utile: assicuratevi di avere il vostro iTunes aggiornato all’ultima versione e aver fatto un backup precedente del vostro dispositivo.

martedì 16 aprile 2013

Opel 'rivoluziona' i motori con 13 nuove unita' entro 2016


Pronti il benzina 1.6 SIDI e il turbodiesel 1.6 CDTI da 136 Cv


Opel 'rivoluziona' i motori con 13 nuove unita' entro 2016

DUDENHOFEN - La strategia varata da GM per sostenere il rilancio di Opel passa anche attraverso il rinnovo delle motorizzazioni con l'introduzione di tre famiglie di propulsori di nuova concezione e 13 nuove unita' entro il 2016 per arrivare a quella data ad una quota di rinnovamento pari all'80% dell'offerta del brand. Il programma - ha dichiarato Pierpaolo Antonioli, AD di GM Powetrain durante un workshop organizzato nel Centro Prove di Opel a Dudenhofen - prevede unita' a 3 e 4 cilindri, completamente riprogettate e caratterizzate da soluzioni destinate a ridurre pesi e ingombri, a razionalizzare la produzione, ad abbattere gli 'sprechi' di energia per attriti e per il funzionamento degli 'accessori' (come la pompa dell'acqua) e ad ottenere il migliore rapporto tra consumi, emissioni e prestazioni.

La gamma dei nuovi motori Opel verra' articolata nel periodo 2013-2016 su unita' a benzina declinate nelle varianti 1.0 turbo, 1.1, 1.4, 1.4 turbo, 1.5, 1.6 turbo e 2.0 turbo, mentre l'offerta dei diesel comprendera' il 4 cilindri 1.6 in versione turbo e biturbo e il 2.0, anch'esso turbo e biturbo. Due di questi motori sono al debutto sul mercato: il benzina 1.6 SIDI nella Opel Cascada e il diesel 1.6 CDTI nella Opel Zafira. Entro la fine del 2013 arriveranno sotto al cofano di modelli gia' esisenti anche le nuove unita' di piccola cilindrata anche con frazionamento a 3 cilindri.

Un breve test attorno al Centro Prove Opel, situato ad un centinaio di chilometri da Francoforte, ha permesso di valutare il nuovo turbo benzina 1.6 SIDI montato su una Astra sperimentale in versione 'performance turbo' da 200 Cv e 300 Nm.

Caratterizzata dall'iniezione diretta di benzina, questa nuova unita' - che viene offerta anche in versione Eco Turbo da 170 Cv - si distingue per l'eccellente elasticita', oltre che per l'inconsueta silenziosita' quando si sceglie una guida 'rilassata'. Nel caso della versione Eco Turbo, rispetto al precedente 1.6 Opel sovralimentato, la potenza e la coppia massima salgono fino al 30%, con una riduzione del 20% del tempo necessario per riprendere in quinta da 80 a 120 km/h. Emissioni di CO2 e consumi sono stati ridotti del 13%. Il turbo benzina 1.6 SIDI e' I'unico motore nella sua classe dotato di controalberi per la massima fluidita' di funzionamento ed e' caratterizzato dal blocco motore a pareti sottili in alluminio pressofuso. La prima applicazione del nuovo 1.6 SIDI 200 Cv sara' sull'Astra GTC. Un test con l'ultima generazione della Zafira Tourer, dotata appunto del nuovo 1.6 CDTI da 136 Cv ha confermato le doti di questa moderna unita' che andra' progressivamente ad equipaggiare un'ampia gamma di modelli Opel in sostituzione degli attuali diesel 1.7 e 2.0 depotenziato, in attesa delle versioni biturbo, ancora piu' potenti. Grazie alla coppia massima di 320 Nm, il primo diesel in alluminio di Opel offre prestazioni di spicco. Decisamente migliorate silenziosita', rotondita' di funzionamento e prontezza nella 'salita' anche dai bassi regimi di rotazione, grazie al turbocompressore a geometria variabile raffreddato ad acqua che opera a 1,7 bar. Entro il 2016 - ha ribadito Antonioli - l'Azienda lancera' anche una serie di nuove trasmissioni, che comprende anche un nuovo 'automatico' a 6 rapporti per motori fino a 235 Nm di coppia massima piu' leggero rispetto alle unita' simili, ed un cambio robotizzato automatico a cinque velocita', con selettore sequenziale e dispositivo start/stop che andra' ad equipaggiare Adam e Corsa. In questo ambito seguira' il debutto di una trasmissione a otto rapporti che consentira' di ridurre i consumi di oltre il 3%.

domenica 7 aprile 2013

Come velocizzare Windows 7


l nuovo Windows 7 è un sistema operativo conosciuto per essere molto stabile e veloce, ma questo non significa che non può essere velocizzato ulteriormente con dei piccoli accorgimenti da apportare alle sue impostazioni.
Velocizzare Windows 7 al massimo è facilissimo e può essere fatto direttamente dal sistema operativo, senza ricorrere ad alcun programma di terze parti. Non ci credi? Allora prova a seguire questi consigli che sto per darti e fai un confronto tra il prima e il dopo: rimarrai stupito dei risultati ottenuti!
La prima cosa che ti consiglio per velocizzare Windows 7 al massimo è disabilitare i processi e i programmi che appesantiscono il sistema avviandosi automaticamente all’accesso a Windows. Per farlo, clicca sul pulsante Start, digita msconfig nella barra di ricerca che si trova nel menu Start di Windows 7 e premi il tasto Invio della tastiera del tuo PC per accedere all’utility di configurazione di sistema.
Nella finestra che si apre, fai click sulla scheda Avvio, togli il segno di spunta da tutte le voci tranne quelle relative ad antivirus (es. avguard, Microsoft Security Client, ecc.) e componenti del sistema operativo (es. Sistema operativo Microsoft Windows) e fai click prima su Applica e poi su OK per salvare i cambiamenti.
Un altro passaggio fondamentale per velocizzare Windows 7 al massimo è quello di disabilitare gli effetti visivi che rendono il sistema più bello da vedere ma anche più “pesante” per processore e RAM. Tutto quello che devi fare per rinunciare agli effetti speciali di Windows 7 è cliccare sul pulsante Start, fare click destro sulla voce Computer e selezionare la voce Proprietà dal menu che compare.
Nella finestra che si apre, clicca prima sulla voce Impostazioni di sistema avanzate (sulla sinistra) e poi sul pulsante Impostazioni collocato sotto la dicitura Prestazioni per accedere al pannello di regolazione degli effetti visivi di Windows. Metti quindi il segno di spunta accanto alla voce Regola in modo da ottenere le prestazioni migliori e fai click su Applica per salvare i cambiamenti. Se vuoi mantenere le finestre trasparenti (Aero), metti il segno di spunta anche suAttiva composizione del desktopAttiva trasparenza effetto cristallo e Utilizza stili di visualizzazione per finestre e pulsanti.

Il servizio di indicizzazione è quello che in Windows 7 permette di ricercare in maniera istantanea file e programmi nel menu Start e nella barra di ricerca dell’Esplora Risorse. Regolando bene le sue impostazioni, è possibile evitare che Windows consumi risorse tentando di indicizzare elementi che a noi non servono. Per ottimizzare il servizio di indicizzazione, clicca sul pulsante Start, digita indicizzazione nella barra di ricerca rapida e clicca sulla voce Opzioni di indicizzazione che compare nel menu.
Nella finestra che si apre, clicca sul pulsante Modifica e, utilizzando il riquadro collocato in alto, togli il segno di spunta da tutte le cartelle o i drive in cui raramente cerchi dei file e che quindi è inutile indicizzare per una ricerca istantanea dei dati. A operazione completata, clicca su OK per due volte consecutive per salvare le impostazioni.

Infine, un consiglio abbastanza ovvio ma sempre utile. Se intendi velocizzare Windows 7 al massimo, disinstalla dal computer tutti i programmi che non usi. Recati dunque nel pannello di controllo del sistema operativo (cliccando sul pulsante Start) e clicca sulla voce Disinstalla un programma per accedere alla lista dei programmi installati sul PC.
Nella finestra che si apre, individua i nomi dei programmi che non usi e/o non sapevi nemmeno fossero installati sul PC, clicca su di essi e utilizza il pulsante Disinstalla (in alto) per avviarne la rimozione. Per completare la procedura di disinstallazione di un programma, di solito basta fare click sempre su Avanti.



venerdì 29 marzo 2013

iPad Mini 2 in arrivo: cambiamento sugli ordini

iPad Mini 2 dovrebbe arrivare dopo l'estate: Apple avrebbe già tagliato sia gli ordini dell'attuale tablet, che le consegne nel secondo trimestre del 2013
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L’arrivo dell’iPad Mini 2 sembra essere vicino: secondo fonti dell’industria tecnologica, Apple avrebbe ridotto gli ordini di iPad Mini di circa un 20% e tagliato le consegne del dispositivo nel secondo trimestre del 2013. Tale decisione andrebbe ad aprire la strada al tablet di seconda generazione, forse con Retina Display, che secondo le stime dovrebbe esser disponibile durante il terzo trimestre di quest’anno.
Afferma DigiTimes che «Apple avrebbe tagliato le consegne di iPad Mini a circa 10-12 milioni di unità nel secondo trimestre del 2013, secondo le fonti dell’industria. L’indicazione si basa sulle informazioni relative alle consegne fornite da fonti multiple che riforniscono Apple della componentistica di iPad mini. Le fonti hanno notato che il calo potrebbe raggiungere il 20% ad aprile, con probabili aggiustamenti al ribasso in seguito, per un totale risicato di 10 milioni di unità per tutto il trimestre».
Si tratta di una riduzione notevole e v’è da sottolineare che nelle prossime settimane l’azienda di Cupertino potrebbe optare per tagli ancora più drastici. Questo a causa del fatto che starebbe spianando la strada all’inizio della produzione di massa dell’iPad Mini 2.

Le fonti osservano comunque che la decisione di Apple potrebbe esser stata presa anche in considerazione a una fisiologica contrazione delle vendite: la concorrenza degli altri produttori al lavoro su tablet da 7 pollici è molto forte, e di conseguenza la Mela avrebbe semplicemente adeguato le previsioni di vendita alle nuove analisi di mercato.
Eppure, le indiscrezioni relative alla seconda generazione del piccolo tablet con la mela morsicata si susseguono ormai già da parecchio tempo, dunque non è del tutto da scartare l’ipotesi che possa arrivare subito dopo l’estate.

lunedì 18 marzo 2013

iPad Mini: l’ uscita prevista è praticamente certa per la metà del 2013



Il famosissimo analista che lavora per DisplaySearch, chiamato con il nome di Semenza avrebbe praticamente confermato che il prossimo iPad Mini che avrà dalla sua il display Retina farà la sua primissima comparsa entro e non oltre la metà del 2013, questa indiscrezione come si pensava a fatto accrescere tantissimo i vari rumors e tutti quegli utenti che attendono con ansia questa nuova e innovativa versione del mini iPad.


Infatti, dopo la scoperta di tale notizia, si sarebbe anche parlato dello sviluppo dei panelli completamente in alta definizione destinati solo per il prossimo iPad Mini. Lo schermo tuttavia dovrebbe avere una risoluzione che si aggira intorno ai 2048×1536 pixel, e con tutta probabilità la densità sarà solamente di 324 dpi, tutto questo per causa della diagonale del display che è di soli 7.9 pollici, praticamente identica a quella che avrà il prossimo iPhone 5.
In conclusione, sempre secondo Semenza sarà molto dura per l’ azienda di Cupertino tenere l’ identico spessore per questo iPad, dato che l’ integrazione del Retina Display e anche la sua retroilluminazione richiedono molto più spazio, infine, la produzione sarà affidata ai seguenti produttori: LG Display, AU Optronics, Sharp e Japan Display.

VI AGGIORNERO' APPENA CI SONO NOTIZIE. INTANTO PASSATE DA http://www.facebook.com/BlogENonSolo
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martedì 5 marzo 2013

Hai cancellato un file? Ecco come recuperarlo




Capita a tutti, prima o poi, di cancellare per sbaglio qualche file importante dal computer, dalla macchina fotografica o da un disco esterno. Niente panico… non tutto è perduto se ti muovi tempestivamente e usi i migliori programmi gratuiti per il recupero dei dati.

"Fai in fretta. Il sistema potrebbe sovrascrivere il tuo prezioso file!"
Calma e sangue freddo
 - Dai, può succedere. Un attimo di distrazione e cancelli l'ultima versione della tesi o quel documento importante da consegnare alla riunione di domani mattina. È molto probabile che, anche se hai svuotato il cestino, il file cancellato sia da qualche parte vivo e vegeto sul tuo hard disk. Fai un bel respiro e come prima cosa interrompi ogni attività sul computer. Quando elimini un file, il sistema operativo non lo fa sparire davvero (almeno non subito) ma segna quello spazio come “libero”. Più tempo è passato dalla cancellazione del file, e meno possibilità hai di recuperarlo perché potrebbe essere stato già sovrascritto. Quindi fai in fretta, installa un buon programma per il recupero dei dati e incrocia le dita.

Ripescaggio al volo - L'offerta di programmi gratuiti per recuperare file cancellati non mancano di certo. E non solo dal computer. Tra le migliori soluzioni a costo zero per Windows ti segnalo il celebre Recuva che se la cava egregiamente anche nel ripescaggio di foto e filmati dalle memory card, PC Inspector File Recovery che si muove bene anche tra le partizioni e i settori di boot danneggiati, e RestorationUndeletePlus è disponibile nelle versioni per PC e Mac.

Foto e CD - Esistono poi degli strumenti che danno il massimo quando si tratta di recuperare le immagini come Zero Assumption Digital Image Recovery, a pagamento ma che ti permette di recuperare gratis il bottino fotografico da Flash Disk, Memory Stick e altri formati di schede di memoria, oppure CD Recovery Toolbox free specializzato nel ripescaggio dei dati da supporti danneggiati come Cd, Dvd, Hd-Dvd o Blu-Ray.

Ecco come pulire il tuo computer senza danni

I nativi digitali crescono con Google e Wikipedia


i perché dei bambini nativi digitali rispondono sempre più spesso Google e Wikipedia, anziché genitori e nonni, e vanno in internet con lo smartphone.


Finiremo per chiamarli nonnoGoogle e nonna Wikipedia, chiedendo loro le cose che un tempo chiedevamo ai nonni: lo dice una ricerca inglese, commissionata da un'azienda di prodotti per la pulizia. I bambini si rivolgono sempre più spesso a Google e Wikipedia (ma anche a Youtube) per le domande che un tempo avrebbero fatto ai nonni. Dalle informazioni di cultura generale (chi ha scoperto…) a quelle pratiche (in quanto tempo un uovo diventa sodo?). 


La dimensione digitale dei "perché?"

Dei 1500 nonni intervistati, l'80% ha dichiarato di chiacchierare meno coi nipoti rispetto a quanto facessero coi propri nonni e, in parte, questo potrebbe dipendere dal fatto che i bambini hanno la possibilità di navigare sul web. Non significa che i nonni di oggi non si sentano all'altezza del compito, anzi, dichiarano di essere convinti di avere ancora un ruolo importante nelle vite dei nipoti. Ma le risposte alle grandi e piccole domande ora arrivano via internet. Molti bambini sono infatti i in grado di fare ricerche sul web attraverso pc e tablet fin da piccoli. Secondo un'altra ricerca di Ofcom, l'autority indipendente delle comunicazioni inglesi, 1 bambino di 3/4 anni su 10 sa maneggiare un iPad e 1 su 4 usa internet dal PC. E dulcis in fundo c'è anche un 3% di bambini in età prescolare che è in grado di accedere al web da un telefonino.

mercoledì 30 gennaio 2013

YouTube verso la monetizzazione

YouTube verso la monetizzazione
Si comincerà con pochi canali, poco più di una ventina. Si comincerà con importi molto contenuti. Così YouTube spera di risucchiare TV via cavo e nuovi contenuti.


Roma – Secondo “fonti a conoscenza della materia” del Wall Street Journal, YouTube avrebbe in corso degli accordi con alcuni fornitori di contenuti la cui produzione verrebbe messa a disposizione degli utenti previo pagamento di un abbonamento mensile.
Secondo le stesse fonti, la dirigenza di YouTube starebbe anche riponendo speranze in alcune emittenti TV via cavo, le cui precarie condizioni economiche  dovrebbero invogliare a “migrare” sul portale video di Google, a condizioni meno gravose.
Tra le prime aziende a riferire sul potenziale piano di generazione profitti di di YouTube c’è Ad Age. “YouTube ha contattato un piccolo gruppo di produttori TV e ha chiesto loro di presentargli delle applicazioni in grado di creare canali per il cui accesso gli utenti dovranno pagare”, ha dichiarato Jason Del Rey di Ad Age.
Secondo quanto rivela l’azienda di advertising, i primi canali costeranno tra uno e cinque dollari al mese e sottolinea che YouTube starebbe considerando di consentire ai produttori di chiedere oboli anche per accedere a librerie di eventi ed eventi live. Il Journal, dal canto suo, lancia il sasso e suggerisce che un obolo potrebbe essere chiesto anche per eventuali trasmissioni in differita.
Secondo il quotidiano, comunque, l’applicazione di questo modello non sempre ha funzionato bene come sperato. Analizza il caso specifico di Revision3, azienda che possiede un canale chiamato Diggnation e dedicato a tecnica e cultura. Nel 2008, racconta il Journal, Diggnation ha permesso agli utenti di accedere a pagamento in anteprima a video che sarebbero stati pubblicati qualche giorno dopo.
Ma ha cessato presto: in breve, l’azienda si è resa conto che era un modello poco accattivante rispetto al concentrarsi sulla pubblicità da inserire nei video. Sarebbe, secondo il Journal, anche stata sospinta dal constatare che spesso alcuni utenti più smaliziati postavano i video di Diggnation su altri siti.
Tornando a YouTube, il megaportale video già offre alcuni contenuti a noleggio e un nuovo scenario come quello prefigurato dal quotidiano finanziario aprirebbe nuovi spazi. Ovviamente resteranno gratuiti tutti gli User Generated Content (UGC, i contenuti generati dagli utenti).
Secondo quanto ha anticipato Ad Age, inizialmente ci sarà un piccolo gruppo di “canali”, probabilmente intorno a 25. La suddivisione dei profitti pare orientata al rapporto 45/55 per cento, come già avviene per la pubblicità su YouTube. Anche i partner, a quanto sembra, potrebbero inserire delle pubblicità nei loro canali a pagamento ma non è ancora chiaro in quale forma. Tra l’altro, su canali che si pagano, c’è da fare attenzione a non urtare la suscettibilità degli spettatori: potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio.

L’iPad da 128GB esiste davvero: Apple l’ha appena lanciato

iPad 128GB


Come previsto, Apple ha rilasciato un iPad da 128GB. Peccato che abbia un costo davvero un po’ elevato.
Il nuovo iPad ha lo stesso retina display del suo fratello già in commercio, lo stesso design, le stesse due versioni (bianca e nera) e le stesse componenti interne con una sola eccezione: un sacco di storage in più.
Molto di più di quanto chiunque abbia mai sentito la necessità su un tablet. Il costo è di 800 dollari per la verione solo wi-fi e di 930 per quella che include anche la connessione 4G.
Dopo averci convinti (tutti?) a buttare file, musica, film e tutto il resto sul cloud proprio perché i dispositivi con molto storage risultano costosi, adesso arrivano i tablet con una gran quantità di memoria ad un prezzo decisamente elevato.
Forse il target a cui si rivolge Apple con questo tablet è fatto da super professionisti che devono poter lavorare su file molto grossi, ad esempio disegni di AutoCAD da architetti e che se comprano una cosa del genere la mettono sul conto dell’azienda, come la cena di rappresentanza con il vino da 150 euro.
Il nuovo iPad da 128GB sarà in commercio a partire dal prossimo martedì, ma a quanto pare, per ora, solo negli States.

venerdì 11 gennaio 2013

Il tablet pieghevole: il video

704332-papertabs

E’ stato presentato al CES di Las Vegas, il Consumer Electronics Show,  ed è il sogno di moltissimi Geek. Si chiama PaperTab e tra le sue caratteristiche principali c’è il fatto che si piega, quasi come un foglio di carta.
Nel video potete vedere le tante funzioni di questo prototipo creato dalla collaborazione tra Plastic Logic, Intel e la Queen’s University.
10.7 pollici concepito con la finalità di essere flessibile ed avere uno schermo dotato di tecnologia e-paper e touchscreen. Per il momento, ovviamente, ciò che è stato mostrato al CES di Las Vegas è un prototipo, ma è interessante vedere che grazie a movimenti, piegamenti dello schermo e tap possono essere attivate varie funzioni come girare pagina e non solo. Qui sotto potete vedere un video che mostra le molteplici funzioni presenti sul PaperTab. Cosa ne pensate?

giovedì 13 dicembre 2012

Lenovo e Hp, la scommessa di ultrabook e tablet Windows 8 per il business


La prima ondata di nuovi computer portatili contrassegnati dal nuovo sistema operativo di Microsoft è stata indirizzata totalmente o quasi al mercato consumer. Troppo importante, per la casa di Redmond, portare da subito nelle mani di milioni di potenziali utenti il verbo delle funzionalità touch e delle apps di Windows 8 e tentare di scalfire la popolarità dell'iPad. Alcuni vendor hanno più di altri scommesso su prodotti (notebook convertibili in tablet o veri e propri ultrabook) confezionando soluzioni prettamente orientate a manager e business man.
La new entry fra le proposte di Lenovo, in tal senso, si chiama ThinkPad X1 Carbon Touch, notebook ultrasottile già in vendita negli Usa (con prezzi di listino fissati a partire da 1.399 dollari) e di fatto evoluzione in chiave touch dell'omonimo modello di ultrabook lanciato in primavera in veste di degno rivale del MacBook Air di Apple. La scheda tecnica di questo apparecchio ne esemplifica infatti la natura di computer mobile di fascia alta: schermo da 14 pollici in alta definizione, chassis in fibra di carbonio, chip Intel Core i5 o i7 "Ivy Bridge", lettore di impronte digitali, sistema di crittografia del Bios e modulo 3G integrato (opzionale).
Rispetto alla versione con display tradizionale, l'X1 Carbon Touch con Windows 8 aumenta sia in fatto di spessore (da 18 a 20 millimetri) che di peso (che rimane però inferiore a quello di molti ultrabook da 13 pollici), si presenta con una maggiorazione di prezzo di circa 150 dollari e mantiene invece invariata l'autonomia delle batterie, confermata in oltre otto ore.
La nuova scommessa ibrida di Hewlett Packard per la clientela professionale si materializzerà invece solo in primavera, quando dovrebbe vedere il mercato l'EliteBook Revolve, tablet con Windows 8 Pro (ma funziona anche con Windows 7) la cui peculiarità è per l'appunto quella di essere un prodotto convertibile in vero e proprio notebook grazie alla docking station a corredo, che integra una tastiera retroilluminata e svariate porte di espansione.
Anche in questo caso parliamo di un dispositivo alquanto sottile (22 millimetri di spessore per circa 1,4 chilogrammi di peso), con una carrozzeria in lega di magnesio e i requisiti tecnici per appartenere anch'esso alla categoria degli ultrabook. La diagonale dello schermo touch con risoluzione di 1366 x 768 pixel è di 11,6 pollici e il display ruotabile di 180 gradi vanta la protezione Gorillaglass 2. Fra le diverse opzioni del nuovo Elite Book, che secondo indiscrezioni avrà nel motore processori Intel Core di terza generazione, spiccano il disco allo stato solido da 256 Gbyte, la connettività 4G e il chipset Nfc (Near Field Communications).
Con il nuovo tablet per il business, i cui prezzi di listino saranno annunciati solo in prossimità del lancio commerciale, Hp ha annunciato anche un modulo di ricarica (Multi-tablet Charging Module) capace di gestire fino a 20 dispositivi contemporaneamente con un'unica presa di corrente. Il sistema, anch'esso indirizzato alle aziende come il tablet, sarà sul mercato a marzo 2013 e costerà 499 euro.

Le mappe di Google tornano sull'iPhone dopo il clamoroso divorzio e le lamentele degli utenti


Dopo quattro mesi, come anticipato, torna Google Maps su iPhone: la cartina geografica digitale è arrivata in mattinata sulla vetrina dell'App Store. Con il lancio del sistema operativo iOs 6 a settembre non era più un'applicazione predefinita ed era scomparsa dagli scaffali digitali. Google spiega sul blog ufficiale che è stata ridisegnata. Con Street View integra le immagini dei luoghi dal punto di vista di un passante. E abilita la navigazione in strada attraverso l'indicazione degli itinerari con direzioni turn-to-turn a voce. L'assenza di Google Maps da iOs aveva sollevato ampie discussioni, anche in seguito alle critiche indirizzate all'applicazione Mappe di Apple che avevano convinto l'amministratore delegato dell'azienda di Cupertino, Tim Cook, a scrivere una lettera di scuse e a decidere un terremoto ai vertici.
Quella di Google Maps è una bussola polifunzionale per orientarsi e tracciare percorsi: gli utenti possono vedere informazioni in tempo reale sul traffico e gli orari del trasporto pubblico, dove sono disponibili. Apre, inoltre, l'accesso alla visualizzazione da satellite o con Google Earth. È anche un punto di partenza per esplorare luoghi attraverso le fotografie panoramiche di Street View. La grafica vettoriale facilita la gestione delle cartografie 2D e delle rappresentazioni 3D, abilitate anche in alcune città italiane.

Google Maps amplia l'orizzonte delle ricerche. Dopo aver inserito il nome di una destinazione vengono mostrate informazioni contestuali, ad esempio se si tratta di un negozio appaiono recensioni, orari, link, tempi di percorrenza e immagini del luogo, sul modello di Google Now. Integra desktop e mobile: non sarà necessario ripetere più volte l'intera digitazione di parole chiave già trovate. Arriva in più di 40 nazioni, Italia inclusa, su dispositivi con sistema operativo a partire da iOs 5.1. E riapre il duello con le applicazioni di altri giganti high tech. Mappe di Apple è in via di perfezionamento, anche grazie alle segnalazioni degli utenti.
 Nokia Here ha debuttato di recente su iOs: può contare sul database di Navteq e sulle recensioni della community di TripAdvisor.Gli utenti possono calcolare gli itinerari in tre modalità: come passanti a piedi, sui mezzi pubblici o a bordo di un veicolo. Hanno la navigazione turn-to-turn a voce, prima irraggiungibile dalle mappe di Google nei dispositivi iOs. Inoltre, vengono introdotte gesture: ad esempio, sfiorando con due dita lo schermo appare il menu laterale.

Apple iTv, via ai test. Le firme di Foxconn e Sharp sulla prima televisione della Mela


L'anticipazione del Wall Street Journal, l'ennesima sull'argomento negli ultimi dodici mesi, parla chiaro: la prima fase di sperimentazione della Tv made in Cupertino è scattata. Mancano, secondo il quotidiano americano, i canoni del progetto ufficiale ma un primo passo in avanti, per dare vita a un prodotto già molto atteso dai consumatori e dalla comunità finanziaria, sarebbero stati fatti.
E con due partner legati fra loro a filo doppio. I pannelli della Apple Tv – o per meglio dire della iTv - li fornirebbe infatti Sharp, che di recente ha venduto una grossa fetta azionaria alla taiwanese Hon Hai Precision Industry, colosso cui fa capo anche Foxconn, ormai storico (e spesso tristemente noto) partner scelto dalla società della Mela per produrre iPhone e iPad.
La nuova creatura di Apple, se le supposizioni del Wsj sono esatte, prenderebbe concretamente forma in quel di Sakai, Giappone occidentale, dove è in attività uno dei più avanzati impianti di produzione di schermi Lcd del mondo, capace di sfornare in volumi apparecchi da oltre 60 pollici (in questa fabbrica Foxconn vi ha prodotto quest'anno diversi modelli extra large per uno dei marchi di Tv che vanno per la maggiore negli Usa, Vizio).
L'argomento Apple Tv è di nuovo molto caldo anche perchè solo una settimana fa il ceo Tim Cook, parlando alla Nbc, ha confermato tutto l'interesse della compagnia per questo mercato, apostrofato dall'ex braccio destro di Steve Jobs come poco reattivo (almeno ultimamente) in fatto di vere innovazioni. Il punto di forza di Cupertino sono i contenuti e la user experience: su smartphone e tablet la società californiana ha centrato l'obiettivo sparigliando le carte del mercato. Nelle Tv c'è una certa Samsung che domina al momento il settore, catturando oltre un terzo della domanda su scala mondiale. Basteranno il design, l'interfaccia utente e la qualità del pannello – tutte credenziali di cui la iTv è accreditata - a fare la differenza?
A dare fiato alle speranze della Mela ci sono i sondaggi sui consumatori e fra questi spicca quello firmato da AlphaWise (lo riporta il sito Apple Insider). Il 47% degli americani si dice interessato alla Tv di Apple e circa il 20% sarebbe disposto a pagarla un prezzo superiore a quello di mercato, sborsando oltre mille dollari contro gli 884 di media che servono oggi per portarsi a casa una Smart Tv. Di produzione coreana o giapponese.

mercoledì 14 novembre 2012

Apple: nuovo iPad mini, iMac e iMac mini

Apple: nuovo iPad mini, iMac e iMac mini
Alla presentazione dei nuovi prodotti sono tante le novità annunciate e poche le vere sorprese, scopriamole

Apple: nuovo iPad mini, iMac e iMac mini

Le presentazioni della Apple sono sempre attese ma sempre meno destano sorprese. La casa di Cupertino non riesce più a tenere i segreti fra le proprie mura, ma nessuna tra  le indiscrezioni circolate in queste settimane, sui nuovi prodotti, viene disattesa. Ieri sera dal California Theater di San Jose, la casa della mela mangiata ha presentato il tanto atteso iPad mini e non solo: la nuova generazione di iMac e Mac Mini, e il nuovo MacBookPro 13" Retina.

Allo slogan 'We've got a little more to show you', traducibile in 'abbiamo ancora qualcosina da mostrarvi', Tim Cook CEO di Apple ha illustrato i numeri della casa di Cupertino, cifre da capogiro che serviranno anche da ossigeno al titolo Apple, altalenante nelle ultime settimane e in attesa dei risultati del trimestre che saranno noti solo domani: 5milioni di iPhone 5 venduti nel primo weekend, il debutto del nuovo sistema operativo iOS6 con 200 milioni di download. Cook ha ricordato inoltre i 125 milioni di documenti caricati su iCloud, 300 miliardi di messaggi scambiati con iMessage, 160 milioni di account Game Center e oltre 70 milioni di fotografie condivise con Photo Stream, 35 miliardi di app scaricate dall'Apple Store ed il pagamento, da parte di Apple, di 6,5 miliardi di dollari agli sviluppatori.

MacBook Pro - Passando ai prodotti il protagonista più atteso era sicuramente il nuovo iPad mini, ma non è stato l'unico protagonista della serata, dopo le cifre è stato il momento sul palco di Phil Schiller e a lui il compito di presentare la prima novità della giornata: il nuovo MacBookPro 13" con display Retina. Il 13" è il notebook più venduto dalla Apple e la casa di Cupertino lo evolve in linea con il resto della gamma. E' ancora più piccolo, ha dimensioni di 31,4cm x 21,9cm ed uno spessore di 1,9cm, per un peso di 1,62kg, meno 400gr. rispetto al precedente, che fanno di questo modello il MacBook Pro più leggero di sempre. Sul fronte delle connessioni I/O Apple propone due porte Thunderbolt, due porte USB 3.0, un connettore HDMI ed uno slot per schede di memoria in formato SDXC. Stando alle parole di Apple il Retina Display di MacBook Pro 13, realizzato con tecnologia IPS, è caratterizzato da un rapporto di contrasto superiore del 29%.

imac-2iMac & Mac mini - Il nuovo iMac è qualcosa di straordinario che va oltre ogni immaginazione, è forse l'evoluzione che meno t'aspetti, il computer completo raggiunge uno spessore inimmaginabile fino a ieri: 5 millimetri. Un 'all-in-one' che toglie il fiato, e dove Apple fa fuori anche il lettore Cd- Dvd ricalcando il fatto che anni fa furono i primi a far fuori il floppy disk, scelta coraggiosa che già si presta facili critiche da parte dei detrattori della 'mela mangiata'. Ma sembra la solita scelta di chi ha lungimiranza e come è capitato spesso molti presto cominceranno a seguire la casa di Cupertino. Il nuovo iMac resta un prodotto modernissimo con hardware rinnovati e con un design che supera qualunque tipo di immaginazione. Sui nuovi iMac trovano spazio i processori Core i5 o i7 e scheda grafica NVIDIA Kepler; la memoria di massa è da 768 GB se di tipo flash, mentre gli hard disk standard sono da 3TB, la RAM è 32GB; è presente la fotocamera FaceTime (HD 720p), un doppio microfono e due speaker, 4 porte USB 3.0 e 3 porte Thunderbolt. I modelli 21,5″ avranno un prezzo di € 1.379 in arrivo a novembre. Mentre per i modelli 27″ da € 1.899 e arriveranno a dicembre.
Mac Mini ha subìto il rinnovamento che molti aspettavano da tempo e finalmente anche il 'piccolo' di casa Apple monterà processore Intel Ivy Bridge Core nella versione i5 o Core i7; nel mini Mac trovano spazio tre porte USB 3.0, una porta FireWire 800, il supporto di RAM fino a 16GB, disco SSD a partire da 256 MB e dico classico con tagli fino a 1 TB, con prezzi che andranno da 649€ a 1049€.
ipadmini1-2iPad Mini - Ma veniamo al più atteso e vero protagonista della serata, quel Mini iPad che Steve Jobs non voleva, ma che ieri ha dato l'ennesima dimostrazione di quando la Apple abbia le capacità e la voglia di rinnovarsi. Non cambia molto e cambia quasi tutto, prima cosa cambiano le dimensioni e non è poco visto che la sensazione è grande leggerezza e incredibile solidità. Dotato di schermo da 7,9 pollici con risoluzione da 1024×768 pixel, la stessa di un iPad 2. Il nuovo iPad mini ha mediamente misure  più ampie del 35% rispetto ai concorrenti da 7 pollici ma che permettono lo stesso di essere più maneggevole. Rispetto a iPad è 23% più sottile, il 53% più leggero, poco più di 300gr. La fotocamera iSight è più piccola, fa foto da 5 megapixel e gira video in full HD a 1080p, con 10 ore d'autonomia della batteria dichiarata. Sarà disponibile in due colori nero e bianco, con il sistema WiFi e WiFi + rete dati cellulare, da 16, 32 e 64 GB; con processore A5 dual-core. Resta il più caro nella sua fascia di mercato ma la distanza tra i prezzi dei concorrenti e il nuovo gioiellino Apple si accorcia. Dai 329€ per il 16GB ai 529 per il 64GB.
La presentazione si chiude con i soliti ringraziamenti che Cook fa a tutte le intelligenze che lavorano per la 'mela mangiata', ribadendo, come se ancora ce ne fosse bisogno che la velocità d'innovazione di Apple non ha uguali e che ancora un volta le linee dettate dalla casa di Cupertino sono quelle che il mercato è quasi obbligato a seguire.  
 
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