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mercoledì 16 gennaio 2013

Wikivoyage, la guida partecipativa per “girare il mondo in libertà”



Cerca collaboratori la neonata piattaforma,che intende raccogliere tutte le informazioni essenziali durante i viaggi
ROMA
Dopo la grande enciclopedia multilingue, collaborativa e online, arriva la grande guida turistica partecipativa. A 12 anni dalla nascita di Wikipedia , gennaio 2001 , la fondazione Wikimedia che l’ha supportata, rende accessibile onlineWikivoyage.  

«È un progetto il cui scopo è la creazione di una guida turistica mondiale aggiornabile, affidabile e dal contenuto libero - si legge sulla neonata piattaforma -. È ancora un progetto giovane, lontano dall’essere completo per cui, chiunque desideri contribuire con testi, immagini e correzioni, non potrà essere che il benvenuto. La guida è rivolta sia ai lettori, sia ai redattori degli articoli. Altre informazioni per i nuovi utenti sono reperibili nelle nostre pagine di aiuto e linee guida che spiegano come iniziare a collaborare al progetto». 

In realtà Wikivoyage è nato nella versione tedesca il 10 dicembre 2006 ed esattamente un anno più tardi seguiva la versione italiana. «Girare il mondo in libertà», è lo slogan di Wikivoyage, che al momento è disponibile in nove lingue e contiene già 50.000 articoli, modificati e aggiornati da un nucleo di circa 200 editori volontari. 

martedì 2 ottobre 2012

Cose da vedere a Londra

Londra

Londra-I tipici autobus (di corsa)-Foto di E01

10 cose da fare e vedere a Londra

Sveglia! Sono passati troppi anni dai signori con bombetta e ombrello nero che popolavano la city di Londra. E anche da quando i Beatles attraversavano sulle strisce pedonali. E pure dal periodo in cui i Clash l'hanno resa capitale del Punk. Alle 17 soltanto la Regina beve ancora il thè: i londinesi sono troppo impegnati a fare soldi nella City e al massimo preferiscono mangiare "Fish&Chips" o qualcosa di veloce in un fast food etnico. I serissimi signori inglesi camminano fianco a fianco con cingalesi, indiani, giamaicani, africani e qualche altro centinaio di etnie di tutto il mondo. Qualcosa a Londra è irrimediabilmente cambiato, e siete solo voi a decidere se in meglio o in peggio. Resta il fascino di monumenti come il Big Ben e l'House of Parliament che non vanno mai fuori moda, ma provate a vedere Londra anche da punti di vista un po' più insoliti: fate un giro sulle orme di Jack lo Squartatore, potrebbero aprirsi scenari inaspettati. Qui trovate le 10 cose da vedere assolutamente durante una visita a Londra. Se avete più tempo (cercate di trovarlo) abbiamo una lista di altre 10 cose da non perdere a Londra. Se invece state cercando un hotel, vi consigliamo di scegliere tra quelli offerti da Booking.com. Ci sono circa 1000 hotel a Londra con prezzi, foto e i commenti di chi ha soggiornato prima di voi. Vai a Booking.com
Trafalgar Square e la National Gallery a Londra

Trafalgar Square e la National Gallery a Londra

In origine la zona di Trafalgar Square ospitava le King's Mews, ovvero le stalle reali, mentre oggi è il punto d'arrivo di molti itinerari turistici e il fulcro della West End, cuore della vita amministrativa e politica di Londra. Il nome della piazza trae origine dalla Battaglia di Trafalgar, in cui Orazio Nelson sconfisse le flotte navali spagnole e francesi. Attualmente l'Ammiraglio ha un ruolo meno impegnativo, ma in fin dei conti pur sempre piacevole: la sua statua domina il centro della piazza sorvegliando i piccioni e i turisti in fila per entrare alla National Gallery, il Museo più importante di Londra e uno dei più famosi del mondo. Quello che non si trova al Louvre, al Prado o agli Uffizi di Firenze, è qui: Caravaggio, van Eyck, Raffaello, Velázquez, Turner, Van Gogh, Botticelli, Michelangelo e molto altro. Basta sapere che sono rappresentate tutte le principali tradizioni della pittura dell'Europa occidentale, dagli artisti dell'Italia del tardo medioevo e del Rinascimento agli Impressionisti francesi a cui si aggiungono mostre temporanei sempre di valore eccezionale.
La cattedrale di St Paul-Foto di Dimitry B.

La Cattedrale di St Paul a Londra

St Paul è la quarta cattedrale a Londra che celebra San Paolo, ma si distingue da tutte perché è l'unica cattedrale barocca dell'Inghilterra, l'unica eretta tra la Riforma e il 1800, l'unica con una cupola e l'unica che sia stata ideata da un solo architetto, Sir Christopher Wren, che la portò a termine prima di morire. Una "primadonna" anche perché ospita da sempre gli eventi più significativi della città: dai funerali di Winston Churchill a quelli di Lord Nelson, dal centesimo compleanno della Regina Madre, al famoso matrimonio di Lady Diana con il Principe Carlo. Da non perdere la Galleria dei Bisbigli (Whispering Gallery) che deve il nome che prende il nome da una singolarità acustica: pronunciando una parola vicino al muro, si può ascoltare da qualsiasi punto vicino alla galleria. Dalla Galleria d'Oro ( Gold Gallery) si ammira una splendida vista su Londra.

Come: Metro Central Line, stazione St Paul e 2 minuti a piedi
Quando: dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 16.00. Le gallerie sono aperte ai visitatori dalle 9.30 alle 16.15
Quanto: adulti 11 sterline; bambini
Biglietto del giro turistico su Jack lo Squartatore

Sulle tracce di Jack lo Squartatore a Londra

La zona dell'East End è nota da più di un secolo per essere stata il palcoscenico del primo serial killer della storia del crimine: Jack lo Squartatore. Dopo tanti anni, la figura del mostro che fece a brandelli (almeno) 5 prostitute tra il 1888 e il 1889, gode ancora di un misterioso fascino. Ci sono diversi percorsi organizzati che durano circa 2 ore secondo le condizioni del tempo, accompagnati da guide esperte che vi porteranno nei luoghi in cui sono avvenuti gli omicidi e vi spiegheranno la storia del serial killer. Le passeggiate del terrore alla ricerca dello squartatore più famoso del mondo partono dall'uscita della stazione di Aldgate East e si svolgono con una passeggiata tranquilla che attraversa tutte le scene del crimine. Il tour costa 7 sterline a persona ed inizia alle 7 di sera di quasi tutti i giorni. E' un tour molto richiesto ed affollato, quindi conviene prenotare in anticipo recandosi fuori dalla stazione di partenza non appena arrivati a Londra. Ma se volete provare per davvero il brivido e vivere una leggenda, leggete qualcosa su Jack lo Squartatore e addentratevi da soli nell'East End: paura eh?!
Londra Tate Modern di Thomas Faivre-Duboz

Tate Gallery di Londra

Il nome Tate Gallery include 4 musei diversi: la Tate Modern e la Tate Britain a Londra, la Tate Liverpool nella città dei Beatles, e la Tate St. Ives in Cornovaglia. Qui parliamo della Tate Modern, volto affascinante dell'arte moderna internazionale dal 1900 fino ad ora. Sono quattro le sezioni tematiche di questa splendida galleria d'arte che racchiude una delle collezioni più all'avanguardia del mondo con opere di Picasso, Matisse, Dalì e Warhol. E' un'opera d'arte anche la sede della Tate Modern, una centrale elettrica in disuso sulle rive del Tamigi, restaurata da due architetti svizzeri che hanno saputo conservare il suo fascino originale non modificandone di molto la struttura.** Fino al 1981 la centrale era funzionante, ma a partire dal 2000 i cavi e la corrente hanno fatto spazio alle opere d'arte contemporanea. Affascinante l'ingresso al museo, che avviene attraverso la vecchia sala macchine. Nei cinque piani della Tate Modern si susseguono esposizioni permanenti, mostre temporanee, bar ed auditorium. Da non perdere un giro all'ultimo piano, dove si apre un'immensa galleria di vetrate che ospita un ristorante con magnifico panorama su Londra.

Come: Metro fermate Southwark, Mansion House, St. Paul.
Quanto: L'ingresso è gratuito
Quando:dalla domenica al giovedì dalle 10:00 alle 18:00; venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:00.
Mai: 24, 25, 26 dicembre. Il 31 dicembre la chiusura è alle ore 18:00.
Londra British Museum di August

British Museum di Londra

Avventuratevi alla scoperta dei sette mondi ricchi di storia e cultura del museo pubblico più antico sulla faccia della terra. Africa e Americhe, Vicino Oriente Antico, Asia, Gran Bretagna ed Europa, Grecia e Roma, Egitto, Giappone, vi offriranno delle collezioni mozzafiato con i tesori più belli del mondo dalla preistoria ad oggi. 50.000 opere, compresi dei classici che ci hanno descritto a scuola nelle lunghe lezioni di storia: la stele di Rosetta, da cui è partita la decifrazione dei geroglifici, insieme alla più grande collezione al mondo (dopo quella del museo del Cairo) di reperti dell'Antico Egitto. Ci sono i resti del Partenone di Atene, con 156 pannelli del fregio che circondava il tempio. E poi migliaia di oggetti che raccontano la storia del mondo e delle culture di tutte le latitudini. Attenti solo a non perdervi tra i reperti antichi e i manufatti preziosi del British Museum: una visita media richiede circa 3 ore, noi vi consigliamo di scegliere dalle piantine quello che più vi piace e di lasciarvi guidare dall'istinto, che poche volte fallisce.

Come: A piedi dalle fermate della metropolitana di Holborn, Tottenham Court Road, Russell Square e Goodge St.
Quanto: L'ingresso è gratuito
Quando: tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30. Tutti i venerdì il museo è aperto fino alle 20.30. 
Mai: Venerdì Santo.

Big Ben e House of Parliament a Londra

Il Big Ben e l'House of Parliament sono sicuramente i simboli più conosciuti di Londra. La gigantesca struttura dell'House of Parliament, con le sue 1200 stanze e i 3 km di corridoi, nasconde un grande quanto labirintico sotterraneo. Si dice che George Orwell si sia ispirato a questi sotterranei per descrivere il "Minver", il Ministero della Verità di Londra, nel suo visionario romanzo "1984". Il Big Ben, invece, è l'orologio per eccellenza, il più preciso del mondo: in realtà "Big Ben" non è il nome dell'orologio ma della campana sopra la torre: la lancetta delle ore è grande circa 3 metri mentre quella dei minuti oltre 4. Per un motivo che ci sfugge, solo gli inglesi possono visitare la torre. Voi dovete accontentarvi di vedere il Big Ben da lontano, e noi vi consigliamo di farlo la sera, quando splendidamente illuminato, quasi affacciato sul Tamigi, capirete perché certi luoghi sono sempre estremamente emozionanti.

Come: linee metro District, Circle e Jubilee, fermata di Westminster.
Dove:St. Margaret Street.
Quando: il Big Ben è sempre lì. Una parte dell'House of Parliament è aperta ai turisti dal lunedì al sabato, da agosto e settembre.
Londra Notting Hill di Etan Wood

Notting Hill di Londra

Famoso e caratteristico quartiere residenziale di Londra, inconfondibile per le sue casette colorate dalle tinte pastello, Notting Hill oltre ad essere lo scenario di un particolarissimo mercatino e di un eccentrico carnevale, è stato anche il protagonista di un famoso film. Nel 1999 il film Notting Hill, con Julia Roberts e Hugh Grant, ambientato nel delizioso ed eccentrico quartiere, ha incuriosito moltissime persone in cerca della curiosa libreria dove i due personaggi si incontrano per la prima volta. Chissà, anche voi potreste incontrare qualcuno da queste parti, noi cominciamo a dirvi che qui hanno casa Valentino Rossi e la cantante dei Black eyed peas, poi valutate voi. Se riuscite, meglio visitare Notting Hill l'ultimo fine settimana di agosto quando si svolge il carnevale caraibico. 7 giorni di balli, musica e travestimenti che attirano migliaia di persone da tutto il mondo. Anche se la serietà dei londinesi non lo lascerebbe pensare, il carnevale di Notting Hill è secondo per importanza e bellezza solo a quello di Rio de Janeiro in Brasile.
Londra-Fish and Chips-Foto di Jem Stone

Cosa mangiare a Londra

L'aria di Londra ha sempre un odore strano, come se tutti gli abitanti della città, nello stesso istante, avessero deciso di friggere tutto quello che hanno in casa, foto della Regina comprese. Se vi guardate intorno, non vi ci vorrà molto a scorgere ambulanti ad ogni angolo di strada che friggono senza sosta spuntini da mangiare per strada: anelli di cipolla, e il famigerato fish&chips. Cibo non certo per palati fini, il fish&chips consiste in una porzione di merluzzo e patate, rigorosamente fritti, servite in una carta per alimenti grondante d'olio. Godetevi il vostro fish&chips e non pensate al fatto che l'olio in cui è stato cucinato, ha lo stesso colore del petrolio. Se proprio non siete propensi a gustare la cucina locale, non vi mancheranno le alternative etniche: Londra è la città più muticulturale del mondo, quindi è un festival di cucina thailandese, cinese, africana, cingalese, giamaicana e così via. Al mattino dimenticate caffè, latte e cornetti e fate spazio a pancetta, uova e porridge (tremenda zuppa d'avena). Per mangiare qualcosa di tipicamente inglese, recatevi in un pub, che sono molto diversi da come li intendiamo in Italia: qui non servono solo birre e panini con hamburger ma piatti anche elaborati, di solito a base di carne di manzo o di maiale, cacciagione e cipolle. Un consiglio: di solito la carne è sotto, molto sotto le cipolle, ma c'è. Non disperate.
Londra Shopping a Londra-Foto di Aurelijus Valeiša

Le strade dello shopping di Londra

C'è gente che al mattino, dall'Italia, prende l'aereo e va a fare shopping a Londra. Non è un modo per farvi morire d'invidia, sappiamo che non tutti hanno la carta di credito adatta a questo turismo degli acquisti: è solo un modo per dirvi che sia che si tratti di mercatini, centri commerciali o negozi super fashion, Londra è il quartier generale dei marchi più famosi e trendy del mondo. Grandi affari, vestiti eccentrici e super colorati, abiti eleganti e raffinati: la city è la capitale delle contraddizioni e della varietà dello shopping. Andate ad Oxford Street se cercate le grandi catene di negozi e un'infinità di bar, ristoranti e caffè dove prendere una pausa. A Regent Street ci sono due tappe obbligate: Liberty e Hamleys, il più grande negozio di giocattoli al mondo. Proprio dietro Liberty c'è Carnaby Street, per gli amanti dello shopping di tendenza alla moda o un po' alternativo. Da non perdere i Grandi Magazzini Harrods, soprattutto in tempo di saldi, mentre Notting Hill è il mercatino ideale per passare il sabato, quando si tiene il famoso mercato di Portobello. ** Attenti che tra un Big Ben e una cabina telefonica rossa in miniatura, potrete spendere molto più di quanto immaginiate.
Londra di sera-Foto di Stacy

Londra di sera

Volete concedervi un buon aperitivo? Siete pronti per un locale sofisticato e mondano o preferite l'atmosfera familiare di un pub caratteristico? Forse desiderate godere di una bella serata a teatro o a cinema? Qualsiasi cosa deciderete, Londra aprirà le porte della sua variegata notte e vi accoglierà! Per essere sempre aggiornati e non rimanere paralizzati dall'enorme varietà di scelta, andate in edicola e acquistate Time Out che vi dirà tutti gli eventi notturni della city o se proprio volete fare economia, potrete fare affidamento anche sui giornali gratuiti distribuiti in metropolitana.

10 cose da fare e vedere a Napoli


Spaccanapoli, a Napoli

Spaccanapoli è la strada che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella, tagliando in linea retta la città di Napoli. Quest'arteria ha origini antichissime: è infatti uno dei tre decumani (quello più vicino al mare) in cui i romani, basandosi sulla costruzione greca, organizzarono la città. Passeggiando per Spaccanapoli sembra che il tempo rallenti e acceleri assieme ai vostri passi, portandovi per mano lungo la millenaria storia della città. Qui non ci sono solo i palazzi antichi, le chiese, ma anche le leggende e gli inconfondibili odori della cucina napoletana. Non stupitevi di nulla: lungo il percorso di Spaccanapoli potrete incontrare splendide chiese e famiglie che vivono nei bassi, artisti-artigiani e abusivi che vendono di tutto. Da un po' di anni piccoli hotel e bed and breakfast sono sorti lungo il percorso, permettendo ai turisti di vivere Napoli proprio come fanno i napoletani. Spaccanapoli è un budello stretto, in cui napoletani, turisti e motorini convivono, non molto pacificamente. Ma non c'è un luogo della città che potrà raccontarvi meglio l'anima di Napoli, la sua essenza che qui si svela senza trucchi. Spaccanapoli non è una cartolina turistica: è Napoli. Scopritene le 10 cose da vedere assolutamente.

Quando: 7:00 - 19:00
Il Palazzo reale di Napoli

Il Palazzo reale di Napoli

Alla fine del 1500 la notizia della possibile visita del Re Filippo III a Napoli, creò una certa agitazione. La capitale del Viceregno, infatti, non aveva luoghi per ospitare l'uomo più potente del mondo. Dopo infiniti ripensamenti, il viceré don Fernando, ordinò la costruzione di una residenza per l'illustre ospite. Il Palazzo Reale fu commissionato a Domenico Fontana nel 1600, che lo consegnò dopo solo due anni, anche se non completamente finito. Peccato però, che il capriccioso Re Filippo III cambiò idea senza avvisare: rimandò la sua visita a Napoli a data da destinarsi. Voi che siete più fortunati del Re, visitate l'Appartamento Reale, la Cappella Reale, i giardini e il Teatrino di corte. C'è molto altro da vedere e in questa pagina vi consigliamo le 10 cose da non perdere durante una visita al Palazzo Reale di Napoli.

Quando: tutti i giorni dalle 9:00 alle 20:00
Mai: ogni mercoledì, il 25 dicembre, il 1 gennaio, il 25 aprile e il 1 maggio.
Quanto: intero 4 €, ridotto € 2.
Come: dalla stazione centrale, bus R2 con fermata San Carlo. Dall'aeroporto di Capodichino, Alibus fermata Piazza Municipio.
Napoli-Museo Archeologico-Foto di Hardo Müller

Museo Archeologico di Napoli

Prima scuola di equitazione poi sede dell'Università, il Museo Archeologico di Napoli venne inaugurato nel 1816 e ad oggi è uno dei più importanti nel mondo per la qualità e la quantità delle opere che custodisce. Il Re Ferdinando IV intendeva creare a Napoli un imponente istituto per le arti e, a distanza di oltre due secoli, si può dire che le sue ambizioni siano state realizzate. Il Museo Archeologico, oltre a contenere i ritrovamenti degli scavi di Pompei, ospita reperti dell'età greco-romana, le antichità egizie ed etrusche della collezione Borgia e le monete antiche della collezione Santangelo. Da non perdere il "Gabinetto segreto" che raccoglie affreschi e sculture antiche dedicate al tema dell'erotismo. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere assolutamente durante una visita al Museo Archeologico di Napoli.

Quando: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 20.00
Mai: tutti i martedì, 1 gennaio, 25 dicembre
Quanto: intero 6,50 €, ridotto 3,25 €
Come: da Piazza Garibaldi (stazione), bus 201 o con la linea 2 della metropolitana con fermata alla stazione Piazza Cavour.
Napoli Sotterranea-Giovanni Facchini

Napoli Sotterranea

Per tantissimi anni, dal profondo ventre di Napoli, è stato ricavato il tufo per costruire la città, creando così anfratti, grotte e cunicoli sotterranei, che raccontano una storia parallela alla vita della Napoli in superficie. Nella città sotterranea la gente ha condotto un'altra vita, sfruttando il suo interno in mille modi, anche come prezioso rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Napoli sotterranea è il luogo dei fantasmi di Napoli, veri e falsi, buoni e cattivi. E se visitando questi cunicoli stretti e umidi avrete l'impressione di sentire uno strano vociare, non state impazzendo: è da questi cunicoli che è nata la leggenda del "munaciello". Scoprite con noi le 10 cose da non perdere durante una visita a Napoli Sotterranea.

Dove: Piazza Trieste e Trento
Quando: giovedì alle 21, il sabato alle 10, alle 12 e alle 18. Domenica festivi alle 10, alle 11, alle 12 e alle 18.

Dove: Piazza S.Gaetano
Quando: dal lunedì al venerdì alle 12, alle 14, e alle 16, il giovedì anche alle 21:00. Sabato, domenica e festivi, alle 10, alle 12, alle 14, alle 16 e alle 18.
Napoli-Il Cristo Velato nella Cappella Sansevero

Cappella Sansevero e Cristo velato di Napoli

Il Cristo velato è una delle opere più affascinanti e misteriose che si possono vedere a Napoli. Si racconta che il velo di marmo sul corpo del Cristo, sia in realtà un velo in tessuto, trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido inventato dal sinistro Principe di San Severo, illustre alchimista. Molti, invece, sostengono che il sorprendete effetto sia tutto frutto del talento di Giuseppe Sanmartino, lo scultore che realizzò il Cristo velato. Il ritrovamento di una stanza segreta e di alcune macabre opere, visibili nella Cappella San Severo, hanno contribuito a dare al Principe e al Cristo velato un'aura di mistero. La Cappella merita una visita non solo per il Cristo ma anche per le altre opere presenti in questo piccolo gioiello nascosto tra i vicoli di Napoli: un luogo ricco di simboli esoterici e religiosi, che noi vi aiutiamo a scoprire leggendo le 10 cose da sapere e vedere durante una visita alla Cappella San Severo di Napoli.

Quando: giorni feriali ore 10:00 - 17:40, domenica e festivi ore 10:00 - 13:10.
Mai: il martedì.
Quanto: intero 6 €, ridotto 4 €.
Come: dall'aeroporto di Capodichino, Alibus fermata Piazza Municipio, poi bus 1, 4 o C 82 con fermata via Nuova Marina.
Dalla stazione centrale, metropolitana linea 2 fermata Cavour.
 
 

Il Tesoro di San Gennaro di Napoli

Il legame dei napoletani con San Gennaro va ben oltre la semplice devozione per il Santo Patrono. E' un sentimento viscerale e condiviso, che nel corso dei secoli ha superato divieti e restrizioni, rafforzandosi sempre più. Nonostante San Gennaro sia considerato dalla chiesa un santo di "Serie B", non lo è per i napoletani. Il tesoro è la più immediata e importante prova di questo amore per "Faccia Gialla", il nome con cui i partenopei chiamano il Santo dovuto alla sua statua più famosa in argento dorato. Il Tesoro di San Gennaro si trova nel Museo dedicato al Santo, all'interno del Duomo di Napoli, e raccoglie reliquie e oggetti preziosi, diventati oracoli di fede. Il Tesoro comprende anche statue, candelabri e argenti vari, che i devoti hanno gelosamente protetto durante i numerosi saccheggi della città. Testimonianza di quanto i napoletani ritengano San Gennaro una presenza vicina e confortante, come fosse un caro vicino di casa, a cui ricorrere nei momenti di bisogno ma anche quando si ha solo voglia di parlare un po'. Scoprite con noi le 10 cose da sapere su San Gennaro e il suo Tesoro.

Quando: tutti i giorni 9:00 - 14:00. Aperto anche il 1° gennaio, a Pasqua, il lunedì in albis, il 15 agosto e il 25 dicembre.
Quanto: intero € 6, ridotto € 4.50. Gruppi minimo 15 persone €4.50 a persona con prenotazione e guida obbligatoria. Scolaresche € 3.50. Tutti i biglietti del Museo comprendono l'audioguida multilingua fino ad esaurimento scorte.
Come: metropolitana linea 1 fermata "Cavour" o linea 2 fermata "Museo".
Napoli-Pasta in vendita in una bottega.

Cosa comprare a Napoli

Napoli è ancora una delle città più economiche d'Italia. A seconda della disponibilità delle tasche, si può scegliere tra i negozi di grandi firme in via dei Mille, via Chiaia, Via Poerio e via Calabritto, le strade dello shopping più economico, Via Roma e Corso Umberto, e i caratteristici mercatini popolari. Da tipica città portuale e regno dell'arte di arrangiarsi, sarete chiamati a partecipare a mercati improvvisati e trattative ultra coreografiche. Vi potrà capitare di acquistare, per strada, un telefonino di ultima generazione, e scoprire che, in realtà, vi hanno rifilato una scatola vuota; al massimo, un telefonino di legno. Benvenuti nel pieno della tradizione napoletana: vi hanno appena fatto il "pacco". Ovviamente, basta stare un po' attenti per evitare di portarsi a casa questi souvenir costosi e inutili. Diffidate di chi vi propone un affare a prezzi scontati, all'angolo di un vicolo e con la fretta di avere i soldi. Affidatevi ad uno shopping più tradizionale, e se non sapete da dove iniziare, ecco i nostri 10 consigli sui negozi e le cose da comprare a Napoli.
Napoli-La facciata del Museo di Capodimonte

Il museo e il parco di Capodimonte a Napoli

L'antica Reggia Borbonica che ospita il Museo di Capodimonte, è uno degli spazi verdi più belli di tutta Napoli. Il Museo raccoglie alcune opere di grandissimi maestri della pittura, come Botticelli, Goya, Tiziano e Caravaggio. Passeggiando per le ampie sale del palazzo, arredate come se la famiglia borbonica fosse uscita di casa un attimo prima del vostro ingresso, vi riporta indietro nel tempo. Lungo le 110 sale e i tre piani del Museo di Capodimonte, si snoda un percorso che parte dal piano nobile con la Galleria Farnese e l'Appartamento Reale, prosegue al secondo piano con la Galleria Napoletana e si conclude con la collezione ottocentesca e quella di Arte Contemporanea. Capodimonte è l'unico museo al mondo dove all'arte antica si affianca quella contemporanea. Tra le collezioni di numismatica, paramenti e ceramiche preziose, il Museo di Capodimonte offre una stupenda istantanea della Napoli che fu. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere assolutamente, ma scoprirete che lungo il percorso, c'è molto altro.

Quando: tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30.
Mai: ogni mercoledì, il 1 gennaio e il 25 dicembre.
Quanto: intero 7, 50 €, ridotto 3, 75 €.
Come: dall'aereoporto di Capodichino, Alibus fino a Piazza Municipio e bus C 63 o R 4. Metropolitana linea 2 fermata Cavour e poi bus 178, M2 o 201 o anche sempre linea 2 fermata Montesanto e bus C 63 o R4.
Napoli-Uscire la sera-Foto di iosonovale

Uscire la sera a Napoli

Napoli è una città mediterranea, e come tale, è popolata da gente che ama vivere all'aperto. Non bisogna certo aspettare il fine settimana per vedere le strade della città brulicare di persone. Ogni sera è quella buona per bere una birra nei localini del centro storico e passeggiare tra le bancarelle che, soprattutto in estate, fanno bella mostra dei loro oggetti fino a tarda notte. Dai concerti agli spettacoli teatrali, dalle discoteche ai ristoranti più chic della città, Napoli ha sempre tutte le carte in regola per ribadire il suo stile di vita: qui la notte non è fatta per dormire. Ecco i 10 posti di Napoli dove passare la vostra serata.
Napoli-Pizza

Cosa mangiare a Napoli

Se avete assaggiato la pizza in altri posti d'Italia e siete rimasti delusi, ve la siete cercata! La pizza è un bene esclusivamente napoletano. In molti spacciano improponibili torte tonde, basse e salate come pizza napoletana. Ma quella vera è fatta con pochi ingredienti, e rispetta leggi quasi divine. Acqua, farina, sale e lievito per un impasto sottile dai bordi alti e saporiti. Nonostante le varianti, tutte rigorosamente ipercaloriche, la pizza originale è la "Margherita", inventata dal pizzaiolo Raffaele Esposito in onore della Regina. Esposito la condì con pomodoro, mozzarella, olio e basilico, inventando uno dei piatti più buoni, patriottici e invidiati in tutto il mondo. A Napoli la pizza è ottima dappertutto: se volete cercare un posto dove si mangia male, non sarà facile trovarlo. Ovviamente la cucina napoletana non è solo pizza: è qualcosa di straordinario, una vera sinfonia di sapori, colori e calorie. Pensate ad un piatto: ecco, quasi sicuramente è nato a Napoli. Spaghetti, ragù, lasagne, pasta con frutti di mare, fritture di pesce, braciole e soffritto, torte dolci e salate, dolci, babà, struffoli, pastiere e poi..e poi…Sedetevi e gustate.
 

 

martedì 25 settembre 2012

Leggende Napoli

La sirena Partenope

Napoli è anche detta Partenope perché la sua origine è legata ad una leggenda secondo la quale la fondatrice della città fu Partenope.
Parthenope (termine che in greco significa  vergine”) era una leggiadra fanciulla che viveva in Grecia, in un paese che si affacciava sul mar Jonio. Dotata di una fervida fantasia, trascorreva molte ore seduta sugli scogli a guardare il mare e sognare altri paesi.da visitare. Amava ricambiata  il giovane Cimone, ma il padre di lei ostacolava il rapporto in quanto l’aveva promessa ad Eumeo.
Un giorno i due giovani decisero di fuggire per non avere più ostacoli al loro amore. Al loro arrivo sulla nuova terra la natura cominciò a produrre una florida vegetazione. Intanto Parthenope venne raggiunta dal padre e dalle sorelle, dai parenti e dagli amici che avevano sentito parlare di tanto di questa terra così amena e accogliente, un vero paradiso. La voce si sparse in Fenicia, in Egitto così moltissimi popoli, caricati i loro averi, i simboli dei loro dei  su piccole imbarcazioni, partirono alla volta di questa favolosa terra.
Costruirono le capanne prima sulla collina, poi man mano che aumentavano i popoli sorsero nuovi centri in pianura e sulla costa. Furono erette botteghe di artigiani, le mura per proteggere la città.Furono costruiti due templi dedicati a  Cerere e Venere, protettrici della città. Intanto Parthenope era divenuta madre di dodici figli, era amata e rispettata da tutti per la pietà, la fedeltà che aveva sempre dimostrata e tutti rispettavano quanto lei stabiliva per legge. La pace regnò sempre su quel popolo che si distinse per l’alto grado di civiltà raggiunto.

'O Munaciello

Molte sono le le leggende popolari e i detti popolani sul personaggio più imprevedibile e strano di Napoli, ‘o munaciello. Il personaggio è esoterico ed è temuto dal popolo per i suoi dispetti ma è anche amato perché a volte fa sorprese gradite che sollevano anche economicamente la situazione di una famiglia. Egli si manifesta come un  vecchio-bambino che indossa il saio dei trovatelli, che venivano ospitati nei conventi. Amante delle donne, leggermente vizioso, è solito palpare le ragazze belle ed in cambio  di questo e/o dello spavento che il suo aspetto scheletrico procura a chi lo incontra lascia delle monete.
La tradizione narra che il nome fu dato nel Cinquecento ad un fanciullo trovatello malaticcio, morto in giovane età famoso per la sua vivacità.
Secondo gli occultisti la storia di questo fanciullo è pura invensione del popolo che volle assegnare aspetti benevoli ad un individuo demoniaco. Infatti secondo la teoria esoterica il munaciello non era altro che una presenza demoniaca del male che, ricorrendo a doni, in realtà ingannava le vittime  cercava di comprare l’anima.
Il popolo ha però esorcizzato la paura e ancora oggi aspetta la visita de ‘0 munaciello che può lasciare del denaro inaspettatamente senza chiedere nulla in cambio.

La “storia” delle origini del Munaciello: 
Verso il 1445, epoca in cui Napoli era governata dagli Aragonesi, Caterine Frezza, figlia di un ricco mercante, s’innamorò di un bellissimo giovane garzone, Stefano Mariconda. L’amore fu contrastato dal padre di lei tanto che un giorno il ragazzo fu trovato morto nel luogo dove era solito incontrare Caterina. La fanciulla si ritirò in convento dove diede alla luce un bimbo deforme. Le suore lo accudirono e gli cucivano vestiti monacali con un cappuccio per nasconderne le deformità. Quando usciva dal convento il popolo cominciò a chiamarlo “lu munaciello”. Col passar degli anni gli furono attribuiti poteri magici tanto da farlo divenire una leggenda.
Un’altra storia sull’origine del nome si riferisce ad un gestore dei pozzi d’acqua che, per questo motivo, poteva accedere facilmente nelle case attraversando i cunicoli che servivano per calare i secchi. Quando non veniva pagato per i suoi servizi egli si vendivìcava facendo dei dispetti agli abitanti della casa.

Il corno portafortuna

Varie sono le notizie sull’epoca e sulle modalità d’uso del corno:
- Intorno al 3500 a.C., età neolitica, gli abitanti delle capanne erano soliti appendere sull’uscio della porta un corno, simbolo di fertilità. La fertilità, allora, era abbinata alla potenza e quindi al successo. Si era soliti  offrire dei corni come voto alla dea Iside affinchè assistesse gli animali nella procreazione. 
- Secondo la mitologia, Giove per ringraziare la sua nutrice le donò un corno dotato di poteri magici.
- Nell’età medievale il corno per portare fortuna doveva essere rosso e fatto a mano. Il rosso simboleggiava la vittoria sui nemici e doveva essere fatto a amno perché ogni talismano acquisisce poteri benefici dalle mani che lo producono.
Il corno è il referente apotropaico (allontanante) per antonomasia: simbolo della vita, che allontana un’influenza magica maligna. Secondo la scaramanzia napoletana il corno deve essere un dono quindi per portare fortuna non deve essere comprato, inoltre deve essere: rigido, cavo all’interno, a forma sinusoidale e a punta.

Il coccodrillo e le prigioni del Castel Nuovo

Il Maschio Angioino ha due locali sotterranei adibiti a prigioni: uno si chiamava“fossa del miglio” un altro “prigione della congiura dei Baroni”. 
Il primo traeva il nome dall’utilizzo che inizialmente se ne faceva infatti era un deposito per il grano, solo in seguito vi furono rinchiusi dei prigionieri condannati a pene severe. Fu allora che prese il nome di “fossa del coccodrillo”. Narra la leggenda che i prigionieri ivi rinchiusi scomparivano all’improvviso; fu allora predisposto un controllo maggiore e si venne a conoscenza della presenza di un coccodrillo che entrava da un’apertura nella parete, azzannava i prigionieri e li trascinava con sé in mare. Pare che l’animale fosse giunto a Napoli seguendo una nave proveniente dall’Egitto. Appurato il fatto, si decise di dare in pasto al coccodrillo tutti i prigionieri che si voleva eliminare senza far sapere niente.
Infine l’uccisione del rettile fu attuata utilizzando come esca una coscia di cavallo.
 Il coccodrillo fu poi impagliato ed appeso sulla porta d’ingresso.
Il caffè


Si narra che un monaco di un monastero dello Yemen aveva saputo dal pastore Kaldi che le sue pecore ed i cammelli, dopo aver mangiato delle bacche, erano diventati molto “vivaci”restando svegli tutta la notte. Il monaco per restare sveglio più a lungo affinché potesse dedicare più tempo alla preghiera si preparò una bevanda con le bacche di cui aveva parlato il pastore e verificò su stesso le proprietà della pianta che liberava da sonno e stanchezza.

Una leggenda narra che un monaco, Abi Ben Omar, rimasto solo durante un viaggio verso Moka perché era morto il suo maestro Schadeli, fu incoraggiato a proseguire il viaggio da un angelo. Giunto in città colpita duramente dalla peste, egli pregò per gli ammalati e ne riuscì a guarire molti. Anche la figlia del re, grazie alle preghiere del monaco, si salvò dalla terribile pestilenza. Il monaco intanto s’innamorò della fanciulla ma il re lo allontanò e lo costrinse a vivere in solitudine sulla montagna. Il monaco cominciò a soffrire la fame e la sete pertanto chiese aiuto al maestro morto che gl’inviò un uccello dalle piume colorate. Svegliato dal canto dell’uccello, il monaco avanzò verso l’animale e vide un albero con fiori bianche e bacche rosse (la pianta del caffè). Attratto dal colore dei frutti li colse e ne ricavò un decotto che offrì come bevanda salutare ai viandanti. Ben presto si diffuse la voce di questa bevanda nel regno ed il re per ingraziarselo lo accolse di nuovo a corte.



 

I MITI E LE LEGGENDE DI SICILIA(parte 2)




Gli scongiuri del popolo siciliano
Tra le credenze popolari c’è la convinzione che dei poteri soprannaturali possono difendere e proteggere e per questo esistono vari scongiuri: contro il malocchio, contro varie malattie come quelle degli occhi e quelle esantematiche dei bambini, contro gli animali nocivi e le tempeste e per le questioni amorose. Buona parte di queste credenze popolari sono oggi raccolte nel Museo Etnografico Siciliano a Palermo, Museo fortemente voluto da Giuseppe Pitrè.
La pantofola della regina Elisabetta
Maletto è in provincia di Catania. Quando nel 1603 i diavoli gettarono la regina dentro il cratere dell’Etna sulla rupe "Rocca Calanna" cadde una pantofola della regina Elisabetta.
Molto tempo dopo, un pastorello ritrova tale pantofola, la volle toccare, ma si bruciò.
Fu chiamato un frate esorcista e la pantofola volò su una torre del castello di Maniace, presso Bronte.
Nel 1799 tale castello fu donato dai Borbone all’ammiraglio inglese Orazio Nelson, durante una festa da ballo a Palermo. In quell’occasione una dama misteriosa, si dice il fantasma della regina Elisabetta, donò a Nelson un cofanetto contenente la fatidica pantofola; e gli raccomandò di non farla mai vedere a nessuno.
Ma l’amante dell’ammiraglio, Emma Hamilton, riesce a trafugarla. La stessa notte l’ammiraglio vede in sogno la misteriosa dama che gli ricorda che ha perso tutta la sua nfortuna. Pochi giorni dopo Nelson morì nella battaglia di Trafalgar, esattamente il 21 ottobre 1805.
La leggenda della bella Angelina 
Spiega il toponimo di Francavilla di Sicilia (ME)
La leggenda popolare racconta della nobile fanciulla Angelina di cui era innamorato il delfino di Francia. Questi, durante il Vespro, la rapì ed Angelina raccomanda alla sua ancella Franca di vegliare (Franca, vigghia!), per essere pronte al momento dell’atteso segnale di partenza.
La leggenda dei due fratelli 
Spiega l’origine del monte Mojo, in provincia di Messina, monte che ha l’aspetto di un cumulo di grano.
Essa parla di due fratelli, di cui uno era cieco e l’altro profittatore il quale, al momento della spartizione del grano, cercava di imbrogliare il fratello cieco riempiendo il moggio completamente quando toccava a lui e dal fondo quando toccava al fratello cieco. Quest’ultimo, passando la mano sul misero mucchio, si raccomandava agli occhi del Signore che attuò le giuste vendette: alla fine della fraudolenta spartizione una folgore bruciò il fratello ladro e trasformò il mucchio di frumento nell’attuale monte Mojo.
L’elefante di Catania
Il simbolo di Catania dal 1239 è legato ad un’antica leggenda legata alla sua origine. Questa leggenda narra che quando Catania fu abitata per la prima volta, tutti gli animali feroci furono allontanati da un elefante al quale i catanesi, per ringraziamento, eressero una statua, da loro chiamata “liotru”, correzione dialettale del nome Elidoro, un dotto catanese dell’VIII secolo bruciato vivo nel 778 dal vescovo di Catania San Leone II il Taumaturgo, perché, non essendo designato vescovo della città, disturbava le funzioni sacre con magie, tra cui quella di far camminare l’elefante di pietra.
Diverse ipotesi sono state fatte per spiegare l’origine e il significato di tale statua, oggi visibile in Piazza Duomo.
Di queste ipotesi, due sono meritevoli di menzione:
1) quella dello storico Pietro Carrera da Militello che lo spiegò come simbolo di una vittoria militare dei catanesi sui libici;
2) quella del geografo arabo Idrisi nel XII secolo secondo la quale l’elefante è una statua magica costruito in epoca bizantina per allontanare da Catania le offese dell’Etna.
Pietra del mal consiglio
Ricorda gli eventi legati alla morte di Ferdinando il Cattolico (23 gennaio 1516), quando il viceré Ugo Moncada rifiutò di lasciare la carica e scatenò una guerra civile partì da Palermo e che funestò la Sicilia per tre anni. A Catania, dove la rivolta aveva numerosi seguaci, i nobili ribelli scelsero per le loro riunioni un giardino nel piano dei Trascini vicino un capitello dorico e un pezzo di architrave, entrambi in pietra lavica.La lotta continuò finche i fautori del Moncada non furono sconfitti. Il nuovo viceré, Ettore Pignatelli, stroncò le ribellioni colpendo direttamente e ferocemente i responabili. Il Senato della città, a ricordo di questi avvenimenti, spostò i due avanzi lavici: il capitello, da allora chiamato "Pietra del mal consiglio" fu innalzato nel piano della Fiera (oggi Piazza Università) mentre l’architrave fu sistemata all’ingresso del palazzo della Loggia. La pietra del mal consiglio nel 1872 fu posta nella corte del Palazzo Carcaci ai Quattro canti. L’architrave si trova nel cortiletto posteriore del teatro Massimo Bellini.
Il Viceré e la Baronessa
Alla fine del XVI secolo don Marcantonio Colonna era viceré in Sicilia. Quando giunse a Palermo si innamorò della nobildonna Eufrosina Valdaura, moglie del nobile Calcerano Corbera e baronessa del Miserendino. Il marito e il suocero pronunciarono minacce contro il viceré durante un ricevimento. Il viceré, temendo per la sua vita, fece arrestare il suocero della baronessa per debiti non pagati; l’uomo morì di li a poco nel carcere della Vicaria. Il marito fu trovato ucciso. Dopo un breve periodo di lutto la baronessa celebrò il suo amore con il viceré che fece preparare alcune stanze su Porta Nuova per i loro incontri amorosi e fece costruire una grande fontana nei pressi di piazza Marina adorna di sirene, putti e creature marine dove spiccava l’immagine di una sirena che ricorda l’effige della baronessa Eufrosina del Miserendino.
La leggenda di Jana di Motta
Nel 1409 Bianca di Navarra divenne Vicaria del regno, e il Conte di Modica Bernardo Cabrera avrebbe voluto sposarla per aumentare il suo potere. La regina Bianca non volle sposarlo ed il conte la inseguì per tutto il regno. La regina chiese aiuto al suo ammiraglio Sancio Ruiz de Livori che catturò Giustiziere facendolo rinchiudere nel Castello di Motta. Una congiura era in atto contro il Conte: Jana, una fedele e astuta damigella della regina Bianca, d’accordo con l’ammiraglio Sancio e della regina, si travestì da paggio e si fece assumere dal conte convincendolo a tentare un’evasione per cercare di sposare la regina Bianca. Il conte abboccò e una notte, fattolo travestire da contadino, Jana lo fece calare da una finestra del castello con una corda; ma ad un certo punto, Jana mollò la corda,e il conte cadde dentro una grossa rete preparata precedentemente dove rimase tutta la notte; al mattino Jana, rivelatasi,lo fece imprigionare al Castello Ursino di Catania.
Il fiume di latte
A Catenanuova in provincia di Enna, ed esattamente in contrada Cuba, esiste un’antica masseria che in passato fungeva anche da albergo e da stazione di posta. Una lapide sotto il balcone ricorda che in quella stazione pernottarono un re e una regina nel 1714 ed il poeta tedesco Wolfgang Goethe con l’amico e pittore Crisoforo Kneip.
La coppia regale vi pernottò nel 1714 a causa del marchingegno del cavaliere Ansaldi da Centùripe, il proprietario della masseria-albergo, che voleva ossequiare personalmente il re Vittorio Amedeo II di Savoia, re di Sicilia dal 1713, che con la regina Anna d’Orlèanns si stava recando a Messina per tornare in Piemonte. Quando il corteo reale stava per giungere alla sua masseria, il cavaliere ordinò ai suoi dipendenti l’ordine di versare nel torrente vicino tutto il latte che avevano munto quel giorno. Quando il re fu avvisato dalle sue guardie, incredulo, volle assaggiare e riconobbe che i suoi uomini avevano ragione. Il cavaliere Ansaldi si rivelò ed ammise tutta la storia ed il suo desiderio. L’invito fu gradito al re che alla partenza nominò Ansaldi Capitano onorario delle Guardie reali.
L'isola Ferdinandea
Fra Pantelleria e Sciacca nel 1831 spuntò un’Isola vulcanica.I fenomeni eruttivi si presentarono a metà luglio per cessare nei primi di agosto quando l’isola raggiunse il suo massimo sviluppo. Nella parte nord c’era il cratere con due bocche eruttive dalle quali uscivano i materiali vulcanici. L'eruzione durava da mezz'ora ad un'ora ed era ad intermittenza. Cessata l'eruzione, le due bocche del cratere si riempirono di acqua marina formando due laghetti. L'analisi di questi laghetti dimostrò che erano formati da acqua marina con sali ferrosi ed idrogeno solforato. All'isola furono dati vari nomi (Sciacca, Nertita, Corrao, Hotham, Giulia, Graham, Ferdinandea), ma ebbe una breve vita perché, flagellata dalle onde, scomparire negli abissi.
La grotta delle colombe
La Grotta delle Colombe si trova a Santa Maria La Scala (frazione di Acireale, in provincia di Catania) e raccoglie due leggende. In base alla prima tale grotta era il rifugio segreto dei due innamorati Aci e Galatea. L'altra racconta la storia della ninfa Ionia che curava dei colombi che ogni inverno si rifugiavano in questa grotta. Purtroppo altre ninfe invidiose ne ostruirono l'entrata facendo morire i colombi e suscitando la disperazione della ninfa che fece crollare la grotta rimanendo seppellita insieme ai suoi amici.
La leggenda della Zisa
A Palermo c’è il Palazzo La Zisa. Questo palazzo fu costruito al tempo dei pagani e custodiva i tesori dell’imperatore. Qui c’è un incantesimo per tutelare un tesoro nascosto costituito da monete d’oro. Tale incantesimo è stato fatto dai Diavoli che non vogliono che il tesoro sia preso dai Cristiani. All’entrata della Zisa ci sono dipinti dei diavoli: chi li guarda nel giorno della festa dell’Annunziata (25 di marzo) vede che essi si muovono e non si finisce di contarli. Non si conosce neanche l’esatta quantità delle monete e nessuno è mai riuscito a prenderle.
Il terremoto del 1693
A questo cataclisma sono legate due leggende catanesi: quella di "Don Arcaloro" e quella del vescovo Carafa.
La prima narra che nella mattina del 10 gennaio 1693 si presentò al palazzo del barone catanese Don Arcaloro Scamacca una fattucchiera locale che gridò a Don Arcaloro di affacciarsi perché gli doveva dire una cosa di grande importanza. Don Arcolaio ordinò che la facessero salire. La vecchia strega confidò al barone che quella notte aveva sognato Sant’Agata che supplicava il Signore di salvare la sua città dal terremoto, ma il Signore a causa dei peccati dei catanesi rifiutò la grazia. Il Barone si rifugiò in aperta campagna, dove attese che la profezia della strega si verificasse.
Un vecchio quadro settecentesco di Salvatore Lo Presti rappresenta il barone con l’orologio in mano in attesa dell’evento.
La seconda leggenda è quella del vescovo di Catania Francesco Carafa, capo della diocesi dal 1687 al 1692. La leggenda dice che questo vescovo, mediante le sue preghiere, era riuscito per ben due volte a tenere lontano dalla sua città il terremoto. Ma nel 1692 egli morì e l’anno dopo Catania fu distrutta. L’iscrizione posta sul suo sepolcro ricorda proprio tale evento ed il ruolo incisivo delle sue preghiere.
Le tradizioni religiose
La leggenda della messa interrotta
Riguarda la distruzione di Gulfi (Rg) nel 1299.In base a tale leggenda, dei soldati francesi penetrarono nella Chiesa dell’Annunziata uccidendo i fedeli ed il sacerdote interrompendo la messa durante l’elevazione del calice per poi andare a godere dei frutti del loro saccheggio. Allo scoccare della mezzanotte si sentì suonare messa nella stessa Chiesa ed appare il prete col calice in mano seguito da tutti i fedeli. Come trascinati da una forza misteriosa, tutti i soldati francesi entrarono in Chiesa insieme ai fedeli uccisi, la messa ricominciò dal punto in cui era stata interrotta; alla fine un turbine scosse la Chiesa e fece aprire una voragine nel pavimento dove precipitarono tutti i soldati francesi, voragine che poi si richiuse su di loro.
La leggenda del vascellazzu
Grazie ai Vespri siciliani Messina e Palermo si liberano dal dominio Angioino chiamando come re della Sicilia, nell’ordine, Pietro III d' Aragona, Giacomo e Federico II d'Aragona. Prima della pace di Caltabellotta, gli Angioini cercarono di riconquistare le città perdute, soprattutto Messina. Roberto D'Angiò, per conquistare tale città, mandò il suo esercito a Catona e assediò Reggio Calabria, in modo da bloccare gli aiuti per Messina che al momento era governata da Federico II D'Aragona. La città soffriva una grossa crisi alimentare. Nicolò Palizzi suggerì di andare da Alberto da Trapani, già considerato Santo per dei grandi prodigi che aveva effettuato. Il giorno seguente, Federico II e la sua corte si diressero alla Chiesa del Carmine in cui Sant'Alberto celebrava la messa. Egli cominciò a pregare ed alla fine delle sue preghiere una voce dal cielo gli confermò che le sue preghiere erano state esaudite: si videro arrivare tre navi i cui equipaggi scaricarono del grano. I messinesi si convinsero che le navi fossero state mandate dalla Madonna. L’evento determinò la nascita della tradizione del "vascelluzzo". Tutti corsero ai piedi del Santo per ringraziarlo, lui li benedì e lì esortò a credere in Dio e nella Madonna della Lettera. Qualche giorno dopo arrivarono altre quattro navi cariche di vettovaglie. Roberto d'Angiò capì che non poteva più sconfiggere la città per la fame e si convinse ad arrendersi e stabilì un trattato di pace con Federico II D'Aragona La leggenda narra che in quei giorni accadde un altro prodigio: una signora vestita di bianco passeggiava sugli spalti delle mura con lo stendardo di Messina, un francese lanciò una freccia contro di lei ma la freccia ritornò indietro. Anche in questa occasione la Madonna della Lettera difese Messina. Sant'Alberto morì nel 1307. Quando Federico II fece alloggiare i suoi cavalli nel convento del Carmine, trasformando in stalla la chiesa in cui era il Santo era sepolto, un male misterioso portò alla morte i cavalli ed i soldati. Aprendo la tomba di Sant'Alberto, questi fu trovato in ginocchio per chiedere la punizione per i profanatori.
Il miracolo di Suor Eustochia Calafato
Tale miracolo avviene a Messina, esattamente nel monastero di Montevergine ed al cadavere di tale suora morta del 1491: le crescono le unghie e i capelli che ogni anno, nel giorno a lei dedicato, le vengono tagliati. Esmeranda Calafato nacque nel 1837. Nonostante fosse una ragazza molto bella ed appartenente ad una ricca famiglia, si dedicava esclusivamente alla vita spirituale. Nell'adolescenza un giovane signore si innamorò di lei, ma la ragazza, per evitare le tentazioni, entrò nel monastero di Basicò. Non contenta delle ristrettezze e della vita spirituale di quel monastero, ottenne dei soldi da un ricco zio per fondare il monastero di Montevergine. Si dice che il suo spirito avverta le suore della loro prossima morte parecchie settimane prima attraverso un rumore cupo.
La Madonna dei Mirti
Nella campagna di Villafranca Sicula (AG) esiste una chiesetta dedicata alla Madonna dei Mirti la cui origine è spiegata da una leggenda locale. Un vecchio frate stava rientrando al suo convento di Bugio recando sul suo asinello due quadri sacri, di cui uno dedicato alla Madonna. Quando fu nei pressi del convento, si accorse di aver perduto proprio tale quadro.
Ritornando sui suoi passi, lo ritrova dentro un cespuglio di mirti. Arrivato al convento raccontò agli altri frati l’avventura; ma, quando volle mostrare il quadro in questione, esso scomparve per la seconda volta per essere nuovamente ritrovato dentro lo stesso cespuglio di mirti.Si capì che la Madonna voleva essere onorata in quel punto e così fu costruita la chiesetta.
San Corrado Gonfalonieri
Il Santo Patrono di Noto è tale santo d’origine piacentina che si ritirò a vita eremitica a Noto, dove visse dal 1343 fino alla morte nel 1351.Ttra i suoi miracoli c’è quello di avere allargato la sua grotta a forza di spallate Si dice che le campane delle chiese, alla sua morte suonarono da sole.