Translate

giovedì 3 gennaio 2013

Merluzzo in salsa piccante e canellini

Quando  mi hanno proposto questo piatto in un primo momento ero un po' titubante, ma visto che gli accostamenti insoliti mi piacciono, mi son detta: perché non provare? Gli ingredienti li avevo tutti, per cui mi son messa al lavoro; il risultato? Buonissimo, non pensavo che il pesce legasse bene con i fagioli, poi quella salsa piccante...



Ingredienti:

500 gr di merluzzo fresco o surgelato
300 gr di passata di pomodoro Zagaria
1 cucchiaio di capperi 
300 gr di cannellini lessati
1 ciuffetto di prezzemolo
1 carota piccola
1 mezza costa di sedano
1 mezza cipolla
1 spicchio d'aglio
peperoncino q.b.
sale e pepe q.b.
olio evo Zagaria

Preparazione:
In una padella rosolare, con un filo d'olio, gli odori tritati con i capperi, l'aglio e il peperoncino: lasciarli appassire senza farli imbiondire.
Poi unire la passata di pomodoro, il prezzemolo tritato, sale e pepe.
Cucinare a fuoco dolce per 20 minuti. Al sughetto aggiungere il merluzzo a pezzi e i cannellini. Proseguire la cottura per 10 minuti. Servire il pesce cosparso di abbondante prezzemolo tritato.

LINE , l'app. che ti permette di inviare sms e chiamare..GRATIS ;)



LINE è un servizio della Naver Corp. che consente di inviare messaggi ed effettuare chiamate verso altri utenti che utilizzano lo stesso servizio, in modo gratuito. L’unica richiesta è avere una connessione internet attiva, sia essa in 3G che in Wi-Fi.


Al primo lancio dell’applicazione dobbiamo inserire il nostro numero di telefono, in modo da ricevere via SMS un codice da inserire nell’app per attivarla. Una volta effettua l’attivazione, possiamo iniziare ad usare LINE.
Di default non è presente nessun contatto, per cui, proprio come avviene con Skype, dobbiamo trovare i nostri amici iscritti inserendo il loro ID. Dopo aver effettuato la richiesta, l’altro contatto dovrà accettarla. Da quel momento in poi sarà possibile inviare messaggi gratuiti e iniziare una chiamata sfruttando la connessione internet. La qualità della chiamata, anche in 3G, è ottima, così come  i messaggi vengono ricevuti istantaneamente, anche tramite notifiche push nel caso in cui l’app LINE sia stata chiusa

Una funzione interessante è data dalla possibilità di inviare messaggi di gruppo: dopo aver creato un gruppo di amici, basterà scrivere un unico messaggio per inviarlo contemporaneamente a tutti. L’app integra anche un sistema di emoticon avanzato (oltre 255 simboli) e la possibilità di allegare foto e geolocalizzazione ai messaggi inviati.
Rispetto a Skype LINE offre un servizio più snello e veloce, ma purtroppo rimane sempre la necessità di trovare manualmente i propri amici. In questo senso, una caratteristica simpatica è data dallo Shake It: se un vostro amico ha installato LINE e si trova nelle vostre vicinanze, vi basterà aprire l’app e scuotere gli iPhone per condividere automaticamente i vostri ID.

giovedì 13 dicembre 2012

Lenovo e Hp, la scommessa di ultrabook e tablet Windows 8 per il business


La prima ondata di nuovi computer portatili contrassegnati dal nuovo sistema operativo di Microsoft è stata indirizzata totalmente o quasi al mercato consumer. Troppo importante, per la casa di Redmond, portare da subito nelle mani di milioni di potenziali utenti il verbo delle funzionalità touch e delle apps di Windows 8 e tentare di scalfire la popolarità dell'iPad. Alcuni vendor hanno più di altri scommesso su prodotti (notebook convertibili in tablet o veri e propri ultrabook) confezionando soluzioni prettamente orientate a manager e business man.
La new entry fra le proposte di Lenovo, in tal senso, si chiama ThinkPad X1 Carbon Touch, notebook ultrasottile già in vendita negli Usa (con prezzi di listino fissati a partire da 1.399 dollari) e di fatto evoluzione in chiave touch dell'omonimo modello di ultrabook lanciato in primavera in veste di degno rivale del MacBook Air di Apple. La scheda tecnica di questo apparecchio ne esemplifica infatti la natura di computer mobile di fascia alta: schermo da 14 pollici in alta definizione, chassis in fibra di carbonio, chip Intel Core i5 o i7 "Ivy Bridge", lettore di impronte digitali, sistema di crittografia del Bios e modulo 3G integrato (opzionale).
Rispetto alla versione con display tradizionale, l'X1 Carbon Touch con Windows 8 aumenta sia in fatto di spessore (da 18 a 20 millimetri) che di peso (che rimane però inferiore a quello di molti ultrabook da 13 pollici), si presenta con una maggiorazione di prezzo di circa 150 dollari e mantiene invece invariata l'autonomia delle batterie, confermata in oltre otto ore.
La nuova scommessa ibrida di Hewlett Packard per la clientela professionale si materializzerà invece solo in primavera, quando dovrebbe vedere il mercato l'EliteBook Revolve, tablet con Windows 8 Pro (ma funziona anche con Windows 7) la cui peculiarità è per l'appunto quella di essere un prodotto convertibile in vero e proprio notebook grazie alla docking station a corredo, che integra una tastiera retroilluminata e svariate porte di espansione.
Anche in questo caso parliamo di un dispositivo alquanto sottile (22 millimetri di spessore per circa 1,4 chilogrammi di peso), con una carrozzeria in lega di magnesio e i requisiti tecnici per appartenere anch'esso alla categoria degli ultrabook. La diagonale dello schermo touch con risoluzione di 1366 x 768 pixel è di 11,6 pollici e il display ruotabile di 180 gradi vanta la protezione Gorillaglass 2. Fra le diverse opzioni del nuovo Elite Book, che secondo indiscrezioni avrà nel motore processori Intel Core di terza generazione, spiccano il disco allo stato solido da 256 Gbyte, la connettività 4G e il chipset Nfc (Near Field Communications).
Con il nuovo tablet per il business, i cui prezzi di listino saranno annunciati solo in prossimità del lancio commerciale, Hp ha annunciato anche un modulo di ricarica (Multi-tablet Charging Module) capace di gestire fino a 20 dispositivi contemporaneamente con un'unica presa di corrente. Il sistema, anch'esso indirizzato alle aziende come il tablet, sarà sul mercato a marzo 2013 e costerà 499 euro.

Australia, smarriti tra i boschi per 24 ore seguendo le mappe di Apple. E la polizia ne sconsiglia l'uso


Perdersi nei boschi per ore e rimanere lì senza acqua né cibo, al buio e con una temperatura esterna di 45 gradi. Colpa delle mappe Apple, installate su ogni iPhone e iPad dopo il rilascio del sistema operativo iOS6. È successo in Australia, e più precisamente nelle vicinanze di Mildura, città a 500 chilometri da Melbourne. A darne notizia è proprio la polizia australiana che, dopo aver ricevuto alcune chiamate di soccorso, ha emanato un comunicato sul proprio sito web nel quale sconsiglia l'uso delle mappe di casa Apple e parla di «pericolo per la salute delle persone».
Secondo i test effettuati dalla polizia, la localizzazione di Mildura da un iPhone riporta in un parco naturale a circa 70 chilometri di distanza dal luogo esatto, nel bel mezzo Murray-Sunset National Park. Un parco dove trovare acqua e cibo è pressoché impossibile, e dove in questo periodo la temperatura diurna raggiunge anche i 45 gradi centigradi.
Solo nell'ultimo mese, da quanto si apprende da fonti vicine alla polizia, gli agenti sono stati costretti a soccorrere ben sei persone finite per sbaglio nel mezzo della natura più selvaggia. Tutte finite lì seguendo le mappe del loro iPhone. Per il recupero di alcune di queste sono state necessarie più di 24 ore. Un vero dramma.
Un errore grossolano che si aggiunge alla già nutrita lista di inesattezze relative alla cartografia lanciata da Cupertino. Un'applicazione bocciata dalla maggioranza degli utenti sin da subito, e per la quale Apple ha deciso qualche licenziamento importante come quelli di Scott Forstall (Senior Vice President del software iOS) e di Richard Williamson (Maps Manager).
Ora, in virtù di questo nuovo allarme arrivato dall'Australia, la voglia di tornare alle mappe Google anche sui dispositivi Apple cresce ulteriormente fra i milioni di possessori di iPhone.

Le mappe di Google tornano sull'iPhone dopo il clamoroso divorzio e le lamentele degli utenti


Dopo quattro mesi, come anticipato, torna Google Maps su iPhone: la cartina geografica digitale è arrivata in mattinata sulla vetrina dell'App Store. Con il lancio del sistema operativo iOs 6 a settembre non era più un'applicazione predefinita ed era scomparsa dagli scaffali digitali. Google spiega sul blog ufficiale che è stata ridisegnata. Con Street View integra le immagini dei luoghi dal punto di vista di un passante. E abilita la navigazione in strada attraverso l'indicazione degli itinerari con direzioni turn-to-turn a voce. L'assenza di Google Maps da iOs aveva sollevato ampie discussioni, anche in seguito alle critiche indirizzate all'applicazione Mappe di Apple che avevano convinto l'amministratore delegato dell'azienda di Cupertino, Tim Cook, a scrivere una lettera di scuse e a decidere un terremoto ai vertici.
Quella di Google Maps è una bussola polifunzionale per orientarsi e tracciare percorsi: gli utenti possono vedere informazioni in tempo reale sul traffico e gli orari del trasporto pubblico, dove sono disponibili. Apre, inoltre, l'accesso alla visualizzazione da satellite o con Google Earth. È anche un punto di partenza per esplorare luoghi attraverso le fotografie panoramiche di Street View. La grafica vettoriale facilita la gestione delle cartografie 2D e delle rappresentazioni 3D, abilitate anche in alcune città italiane.

Google Maps amplia l'orizzonte delle ricerche. Dopo aver inserito il nome di una destinazione vengono mostrate informazioni contestuali, ad esempio se si tratta di un negozio appaiono recensioni, orari, link, tempi di percorrenza e immagini del luogo, sul modello di Google Now. Integra desktop e mobile: non sarà necessario ripetere più volte l'intera digitazione di parole chiave già trovate. Arriva in più di 40 nazioni, Italia inclusa, su dispositivi con sistema operativo a partire da iOs 5.1. E riapre il duello con le applicazioni di altri giganti high tech. Mappe di Apple è in via di perfezionamento, anche grazie alle segnalazioni degli utenti.
 Nokia Here ha debuttato di recente su iOs: può contare sul database di Navteq e sulle recensioni della community di TripAdvisor.Gli utenti possono calcolare gli itinerari in tre modalità: come passanti a piedi, sui mezzi pubblici o a bordo di un veicolo. Hanno la navigazione turn-to-turn a voce, prima irraggiungibile dalle mappe di Google nei dispositivi iOs. Inoltre, vengono introdotte gesture: ad esempio, sfiorando con due dita lo schermo appare il menu laterale.

Apple iTv, via ai test. Le firme di Foxconn e Sharp sulla prima televisione della Mela


L'anticipazione del Wall Street Journal, l'ennesima sull'argomento negli ultimi dodici mesi, parla chiaro: la prima fase di sperimentazione della Tv made in Cupertino è scattata. Mancano, secondo il quotidiano americano, i canoni del progetto ufficiale ma un primo passo in avanti, per dare vita a un prodotto già molto atteso dai consumatori e dalla comunità finanziaria, sarebbero stati fatti.
E con due partner legati fra loro a filo doppio. I pannelli della Apple Tv – o per meglio dire della iTv - li fornirebbe infatti Sharp, che di recente ha venduto una grossa fetta azionaria alla taiwanese Hon Hai Precision Industry, colosso cui fa capo anche Foxconn, ormai storico (e spesso tristemente noto) partner scelto dalla società della Mela per produrre iPhone e iPad.
La nuova creatura di Apple, se le supposizioni del Wsj sono esatte, prenderebbe concretamente forma in quel di Sakai, Giappone occidentale, dove è in attività uno dei più avanzati impianti di produzione di schermi Lcd del mondo, capace di sfornare in volumi apparecchi da oltre 60 pollici (in questa fabbrica Foxconn vi ha prodotto quest'anno diversi modelli extra large per uno dei marchi di Tv che vanno per la maggiore negli Usa, Vizio).
L'argomento Apple Tv è di nuovo molto caldo anche perchè solo una settimana fa il ceo Tim Cook, parlando alla Nbc, ha confermato tutto l'interesse della compagnia per questo mercato, apostrofato dall'ex braccio destro di Steve Jobs come poco reattivo (almeno ultimamente) in fatto di vere innovazioni. Il punto di forza di Cupertino sono i contenuti e la user experience: su smartphone e tablet la società californiana ha centrato l'obiettivo sparigliando le carte del mercato. Nelle Tv c'è una certa Samsung che domina al momento il settore, catturando oltre un terzo della domanda su scala mondiale. Basteranno il design, l'interfaccia utente e la qualità del pannello – tutte credenziali di cui la iTv è accreditata - a fare la differenza?
A dare fiato alle speranze della Mela ci sono i sondaggi sui consumatori e fra questi spicca quello firmato da AlphaWise (lo riporta il sito Apple Insider). Il 47% degli americani si dice interessato alla Tv di Apple e circa il 20% sarebbe disposto a pagarla un prezzo superiore a quello di mercato, sborsando oltre mille dollari contro gli 884 di media che servono oggi per portarsi a casa una Smart Tv. Di produzione coreana o giapponese.

venerdì 30 novembre 2012

Telepatia: funziona davvero?

telepatia

“La telepatia è la cosa più naturale del mondo. È un processo in corso cui non siamo soliti dare importanza. La telepatia è sempre qui, con noi quando comunichiamo con noi stessi. Non esiste comunicazione che non venga trasmessa anche telepaticamente con tutti gli ausili sia fisici che materiali come la voce, il linguaggio del corpo, il telefono, la tastiera, la matita”.

Come possiamo sapere se ciò che abbiamo percepito è stata una veracomunicazione telepatica? O semplice immaginazione, qualcosa che ci pare di aver udito?
Per riconoscere una vera trasmissione telepatica è necessaria un po' di pratica. Non esercizi duri, estenuanti. Dobbiamo solo essere certi e sicuri di ciò che vogliamo ancora ottenere, di ciò che possiamo avere, di ciò che abbiamo sempre saputo e di ciò di cui abbiamo sempre avuto bisogno.
'Tele' significa 'lontananza'; 'patìa' vuol dire 'sofferenza'. Soffrire per la lontananza. Non è dunque solo ciò che è bello e piacevole che viene trasmesso, ma anche il negativo, il dolore ed è probabile anche che ciò che si è percepito come reale, quel 'qualcosa' che abbiamo sentito, compaia prima che la comunicazione arrivi.
'Sappiamo' che 'quella' telefonata recherà il messaggio che una persona cara ha cessato di vivere. 'Sappiamo' di avere intrapreso la strada sbagliata. E, ancora, 'sappiamo' che 'quella' persona che abbiamo appena incontrato, avrà una certa importanza nella nostra vita. Nelle situazioni di estrema necessità ci fidiamo delle nostre percezioni telepatiche.
Nella vita di ogni giorno ci lasciamo pervadere dai nostri pensieri, sensazioni, emozioni e sentimenti e da quelli dei nostri simili. È questo il passo più importante perché tu riesca a sfruttare al meglio le tue capacità telepatiche nella vita quotidiana: quando pensi, fallo con concetti chiari e lineari.
Cerchi una nuova abitazione? Stabiliscine prima il posto, le dimensioni, la luminosità, la cucina, il bagno. Rifletti a lungo, fino a che non avrai una visione chiara di ciò che cerchi. Poi esci e comincia a cercare. Non perderai molto tempo e potrai spiegare esattamente ciò di cui hai bisogno. E troverai la tua casa. Dovrai fare dei compromessi, magari il bagno è un po' più piccolo di come lo volevi. La vista non proprio eccezionale. Ma in fin dei conti è quello che cercavi.
pensare
Nella vita di ogni giorno ci lasciamo pervadere dai nostri pensieri, sensazioni, emozioni e sentimenti e da quelli dei nostri simili
Concentrati e trova un posto tranquillo per 'chiedere' al tuo corpo cosa gli piacerebbe mangiare oggi. Alleggerisci prima la tua mente da tutte le idee preconcette sul cibo buono e salutare. Prendi in considerazione quello che il tuo corpo ti comunica. Magari sotto forma di immagini o di parole.
Se questo ti sembra inizialmente troppo complicato, recati presso il settore frutta e verdura di un centro commerciale e soffermati su cosa compreresti volentieri di tua spontanea volontà. Ti renderai anche conto di quello che sicuramente non vorresti. Questo esempio di comunicazione telepatica arriva direttamente a teattraverso il tuo stesso corpo.
Bada che la comunicazione telepatica alla tua domanda sia rapida e immediata. Non appena dovessero comparire un 'se' e un 'forse', non si tratterebbe già più di una comunicazione telepatica.
La telepatia è la cosa più naturale del mondo. È un processo in corso cui non siamo soliti dare importanza. La telepatia è sempre qui, con noi quando comunichiamo con noi stessi. Non esiste comunicazione che non venga trasmessa anche telepaticamente con tutti gli ausili sia fisici che materiali come la voce, il linguaggio del corpo, il telefono, la tastiera, la matita.
Ogni comunicazione ha luogo sul piano spirituale, sottile e le parole, i gesti e la mimica ne solo l'espressione materiale, tangibile. Si potrebbe paragonare all'aria o al cielo in un giorno d'estate. L'aria non si vede - eppure è lì, qualcosa di sottile ed etereo.
Nell'aria c'è anche acqua, che noi non vediamo, fino a che non si scioglie. Il raffreddamento dà origine al vapore, acqua distribuita in minuscole goccioline da cui nascono le nubi. È questo il il fenomeno della compressione. E anche questo possiamo vederlo. Non è che l'aria sia in un mistico luogo lontano e qui sono visibili solo le nuvole. Entrambi sono sempre presenti.
Lo hanno riconosciuto fisici del calibro di Max Planck che affermava: “Non esiste la materia di per sé. Tutta la materiaprende origine, ed esiste, solo a causa di una forza che porta gli atomi ad oscillare, tenendoli insieme, a formare quello che è il sistema solare microscopico dell’atomo. Poiché nell’universo non esiste una forza intelligente, né eterna, dobbiamo considerare uno spirito cosciente ed intelligente dietro questa forza. Questo spirito è la base di tutta la materia”.
corpo anima
Spirito e materia non sono due mondi distinti e separati, ma un unico mondo, inestricabilmente intrecciati e interdipendenti
Spirito e materia non sono dunque due mondi distinti e separati, ma un unico mondo, inestricabilmente intrecciati e interdipendenti. Solo il punto di vista dal quale ha luogo l'osservazione cambia, se si parla alternativamente di Materiale e di Spirituale.
Non possiamo negare la differenza che c'è tra osservare la foto di un bosco bellissimo e passeggiare a piedi nella foresta. Quando siamo nella foresta, assorbiamo queste correnti rassicuranti (flussi di tranquillità) e tutta l'energia che è negli alberi. Non lo vediamo a occhio nudo, ma lo percepiamospiritualmente. Mentre guardiamo una fotografia, possiamo ricordarci di una passeggiata fra gli alberi. Ma la percezione non sarà altrettanto forte come se noi fossimo lì.
Se la telepatia è dunque la cosa più normale del mondo, quando riceviamo e inviamo le nostre comunicazioni telepatiche, perché non riusciamo a dominarle? Perché non facciamo come gli aborigeni australiani presso i quali la telepatia è più potente che da noi. Loro 'chiamano a casa' senza bisogno di un telefono cellulare, per dire che hanno ucciso un canguro!
Ci sono molte ragioni per cui ci siamo evoluti al punto in cui siamo oggi. Nel tentativo di potenziare le nostre capacità telepatiche, incontriamo molte barriere ed ostacoli. Si può leggere nel pensiero? E vogliamo davvero che qualcuno riesca a farlo? Come i pregiudizi, anche tutto ciò che sta accadendo intorno a noi, ci sta portando a fare maggiore affidamento sulla telepatia.
Chi intraprende la via del ritorno, supererà gradualmente questi ostacoli, sperimentando una differenza nella qualità della vita che non aveva mai conosciuto prima.
Affermava - a questo proposito - Albert Schweizer:
“Siano legati per affinità e un comune destino, a tutto ciò che vive. La vera etica richiede che noi non solo ci incoraggiamo a vicenda. Tutta la vita è un mistero. Tutta la vita ha valore. Solo quando riconosciamo e affermiamo la nostra affinità con tutti gli esseri viventi, l'uomo possiede la vera umanità”.

Salute e alimentazione naturale



Come combinare insieme i cibi per digerirli correttamente

 

Le Combinazioni AlimentariContrariamente a quanto si pensa, lo stomaco non è una lavatrice!
Ingerire cibi diversi sulla base del presupposto che ‘tanto poi lo stomaco digerisce tutto’ significa compromettere seriamente le funzioni di questo organo e della salute in generale.
La digestione è un delicato processo che si basa su precise leggi chimiche. La Chimica è una scienza esatta e non ammette eccezioni. Ciò significa da un lato che se conosciamo queste leggi possiamo serenamente aver fiducia nel funzionamento del nostro corpo, e dall’altro, che se le infrangiamo, le conseguenze saranno inevitabili.
Stomaco, bocca e intestino producono oltre 300 succhi digestivi; ne deduciamo che la digestione è estremamente selettiva in quanto quasi ogni categoria di cibo ha il proprio succo digestivo. Questi succhi si dividono in due grandi categorie: quelli che si attivano e funzionano in ambiente acido e quelli che – al contrario – funzionano in ambiente basico o alcalino.
Una spiegazione dettagliata dell’acidità/alcalinità e del Ph esula dal nostro articolo, però possiamo dire in modo molto semplice che se mescoliamo una sostanza acida con una basica, l’effetto finale è molto simile a quello dell’acqua calda con quella fredda: le due si annullano.
Da questo semplice principio ne consegue che se mangiamo insieme un cibo che richiede una digestione acida con uno che invece ha bisogno di un ambiente alcalino, l’effetto finale sarà che nessuno dei due verrà digerito! La Pepsina è il succo gastrico che digerisce tutte le proteine (quindi, la carne, il pesce, i formaggi, le uova, le proteine vegetali ecc.) e richiede un ambiente acido per attivarsi (e difatti lo stomaco produce uno 0,3% di acido cloridrico). La Ptialina è il succo che digerisce gli amidi (quindi, cereali, pasta, pane, patate ecc.) e per funzionare richiede un ambiente basico.
Cosa succede se ad esempio mangiamo pane e salame? Il corpo deve produrre acidità per il salame, e contemporaneamente un ambiente alcalino per il pane… le due azioni avranno come risultato un effetto nullo, con la conseguenza che nessuno dei due succhi digestivi si attiverà e né il primo né il secondo alimento verranno digeriti.
Giungiamo così al primo e più importante principio della digestione: non abbinare insieme proteine con carboidrati. Siamo consapevoli di quanto sia difficile mettere in pratica questa regola perché la nostra cucina mediterranea ha moltissime ricette che uniscono proteine con carboidrati (pane e formaggio, polenta e salciccia, pasta al ragù, pesce con patate, frico [Ndr Il frico, è un piatto friulano originario dei monti della Carnia, la cui base è composta di patate e formaggio Montasio] – solo per fare alcuni esempi). Possiamo rimanere increduli di fronte a ciò, ma non dimentichiamoci che in natura non esistono cibi che abbinano insieme proteine e carboidrati (ad eccezione dei legumi che difatti vengono digeriti con fatica), oltre al fatto che gli animali tendono a mangiare separatamente queste sostanze (gli uccelli ad esempio mangiano vermi o semi in pasti diversi, anche i gatti di casa separano il ragù dalla pasta).
Sempre in tema di acidità/alcalinità, un'altra regola fondamentale è di non mangiare frutta durante i pasti, soprattutto con i carboidrati, perché tutta la frutta viene digerita nell’intestino, e se invece deve rimanere ferma nello stomaco per la digestione degli altri cibi, fermenta e produce ulteriore acidità che impedisce la digestione dei carboidrati, e anche rovina a lungo andare le delicate pareti dello stomaco e dell’intestino, producendo infiammazioni che se diventano croniche si trasformano in gastriti e coliti. La frutta è un’ottima fonte di vitamine, zuccheri e sali minerali, e non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione quotidiana. Il modo migliore per mangiarla è a colazione, oppure prima dei pasti.
Terza importante regola: non abbinare insieme sostanze acide con i carboidrati, sempre per la stessa ragione. Qui il problema sta soprattutto nei pomodori e nella salsa di pomodoro, usata abbondantemente per condire la pasta, la pizza ecc. Il pomodoro è un frutto acido (al pari del kiwi e degli agrumi) e non una verdura come comunemente si pensa. Usarlo in tal senso significa fare un errore grossolano con conseguenze negative per la digestione e la salute in generale. Aggiungiamo che questi frutti – se non perfettamente maturi – contengono una sostanza velenosa, la solanina, e per questo andrebbero consumati solo in stagione, ossia d’estate, e con la certezza che siano stati raccolti completamente maturi, perché è il sole che elimina questa sostanza.
Lo spazio limitato per questo articolo non ci consente di approfondire l’argomento delle combinazioni alimentari, ma fortunatamente esistono tantissimi libri e pubblicazioni valide che possono servire per comprendere bene questi principi basilari.
L’alimentazione moderna si caratterizza soprattutto per l’abbondanza e la varierà degli alimenti a disposizione. Da un lato, ciò è una fortuna perché ci mette a disposizione una ricchezza impensabile solo un secolo fa, ma dall’altro occorre conoscere attentamente le qualità e le caratteristiche di tutti questi cibi per non combinarli in modo scorretto e rendere così estremamente difficile la digestione.

mercoledì 21 novembre 2012

Il progetto «blinda» la collaborazione

Il restyling della riforma Fornero sul lavoro autonomo tocca anche i contratti di lavoro a progetto: i committenti che usano queste forme di collaborazione devono rispettare le nuove regole, per non incorrere nella conversione del rapporto in lavoro subordinato. Con effetto sulle collaborazioni instaurate dal 18 luglio, la legge 92/2012 ridisegna la fattispecie contrattuale del lavoro a progetto, con tre interventi principali: la definizione specifica di progetto, l'istituzione del «compenso minimo» e la regolazione delle ipotesi di recesso.
La specificità del progetto
Il nuovo testo dell'articolo 61 della legge Biagi (modificato dall'articolo 1, comma 23 della riforma) non prevede più la possibilità di instaurare contratti di collaborazione coordinata e continuativa con riferimento a programmi di lavoro o fasi di esso: i contratti dovranno essere «riconducibili a uno o più progetti specifici determinati dal committente» e gestiti in autonomia dal collaboratore. L'aggettivo «specifico» lascia intendere che la definizione non possa essere individuata in termini generici ma necessiti di un'attenta articolazione dell'attività affidata al collaboratore.
Inoltre, la norma impone che il progetto sia legato a un risultato finale da raggiungere: pare che il legislatore abbia voluto rafforzare la sussistenza del progetto come presupposto imprescindibile per la genuinità del contratto, poiché nella pratica sembra difficile distinguere tra progetto e risultato, essendo il secondo ipso facto coincidente con il primo.
Recependo alcune pronunce giurisprudenziali, la riforma esclude che il progetto possa coincidere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale del committente (venendo altrimenti meno la sua specificità) e che l'attività possa consistere nello svolgimento di compiti esecutivi o ripetitivi, carenti di «progettualità».
La definizione del compenso
La definizione del compenso da versare ai collaboratori a progetto assume connotazioni tipiche del lavoro subordinato: questo non potrà infatti essere inferiore agli importi ad hoc stabiliti per ciascun settore di attività, riferiti ai minimi salariali applicati a mansioni analoghe svolte dai lavoratori dipendenti, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali o, per delega, a livello decentrato. In assenza della contrattazione collettiva, bisognerà riferirsi ai Ccnl di categoria applicati nei settori di riferimento alle figure professionali con profilo assimilabile a quello del collaboratore.
La possibilità di recesso
Il recesso non è più lasciato alla libertà negoziale delle parti ma potrà avvenire prima del termine solo per giusta causa. Il committente potrà invece recedere anticipatamente per inidoneità professionale del collaboratore, tale da non consentire la prosecuzione del rapporto: è una definizione generica, che potrebbe causare contenzioso, dal momento che non sono state individuate causali specifiche. Di queste sarà opportuno tener conto in sede di stipula del contratto. Potrebbe essere utile anche individuare ipotesi che configurino motivi di giusta causa di recesso, ad esempio legandole al conseguimento di obiettivi intermedi di avanzamento del progetto.
I regimi di subordinazione 
La riforma introduce due regimi di presunzione: il primo attraverso l'interpretazione autentica della definizione di lavoro a progetto, secondo cui la mancanza di uno specifico progetto fa scattare la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, ex tunc. È una presunzione assoluta, che non ammette prova contraria, e che comporta altresì l'attrazione al regime contributivo del lavoro dipendente, con applicazione delle sanzioni civili. C'è poi una presunzione "attenuata", che si verifica se l'attività del collaboratore è svolta con modalità analoghe a quelle dei lavoratori dipendenti della committente, a meno che non si tratti di prestazioni di elevata professionalità (eventualmente definite dai contratti collettivi). In queste ipotesi è ammessa la prova contraria del committente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le modifiche
01|IL PROGETTO
Il contratto deve essere ricondotto a uno o più specifici progetti collegati a un risultato finale, non può ripetere l'oggetto sociale del committente e non può consistere nello svolgimento di compiti ripetitivi
02|IL COMPENSO
Non può essere inferiore a quanto previsto dalla contrattazione collettiva o, in mancanza di questa, non può essere inferiore alle retribuzioni minime previste dai Ccnl per i lavoratori con profilo analogo

martedì 20 novembre 2012

Cina, nel Guandong il cane che sa fare di conto: parola di padrone

Cina, nel Guandong il cane che sa fare di conto: parola di padrone
Foshan City (Cina), 18 nov. (LaPresse/AP) - Un cane che sa fare di conto. A sostenerlo in Cina, nel Guandong, è il padrone di un bassotto, secondo cui il suo amico a 4 zampe è in grado di dare risposta alla domanda 'cosa fa 9 diviso per 3?'. Il cane, Lazai, che ha tre anni, dimostrerebbe di essere in grado di farlo abbaiando tre volte. Le lezioni di matematica al cane sarebbero anche dedicate alle moltiplicazioni, ma per ora il risultato non è perfetto. Alla domanda che cosa fa 5 per 6 il cagnolino avrebbe risposto sempre abbaiando, 7 volte di meno, 23 e non 30 quindi. Ma per il padrone dell'amico a quattro zampe è solo questione di tempo per una risposta esatta. Per i più scettici l'animale sarebbe indotto alla soluzione giusta in base ai segnali del corpo ricevuti dal padrone, che gli farebbero capire quando smettere di abbaiare. Il proprietario del cane vuol portare il suo bassotto in tour per raccogliere fondi a favore dei più poveri. E se i progressi del cagnolino proseguiranno, magari l'animale sarà in grado di contare quanti saranno i soldi raccolti.