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martedì 2 ottobre 2012

10 cose da fare e vedere a Napoli


Spaccanapoli, a Napoli

Spaccanapoli è la strada che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella, tagliando in linea retta la città di Napoli. Quest'arteria ha origini antichissime: è infatti uno dei tre decumani (quello più vicino al mare) in cui i romani, basandosi sulla costruzione greca, organizzarono la città. Passeggiando per Spaccanapoli sembra che il tempo rallenti e acceleri assieme ai vostri passi, portandovi per mano lungo la millenaria storia della città. Qui non ci sono solo i palazzi antichi, le chiese, ma anche le leggende e gli inconfondibili odori della cucina napoletana. Non stupitevi di nulla: lungo il percorso di Spaccanapoli potrete incontrare splendide chiese e famiglie che vivono nei bassi, artisti-artigiani e abusivi che vendono di tutto. Da un po' di anni piccoli hotel e bed and breakfast sono sorti lungo il percorso, permettendo ai turisti di vivere Napoli proprio come fanno i napoletani. Spaccanapoli è un budello stretto, in cui napoletani, turisti e motorini convivono, non molto pacificamente. Ma non c'è un luogo della città che potrà raccontarvi meglio l'anima di Napoli, la sua essenza che qui si svela senza trucchi. Spaccanapoli non è una cartolina turistica: è Napoli. Scopritene le 10 cose da vedere assolutamente.

Quando: 7:00 - 19:00
Il Palazzo reale di Napoli

Il Palazzo reale di Napoli

Alla fine del 1500 la notizia della possibile visita del Re Filippo III a Napoli, creò una certa agitazione. La capitale del Viceregno, infatti, non aveva luoghi per ospitare l'uomo più potente del mondo. Dopo infiniti ripensamenti, il viceré don Fernando, ordinò la costruzione di una residenza per l'illustre ospite. Il Palazzo Reale fu commissionato a Domenico Fontana nel 1600, che lo consegnò dopo solo due anni, anche se non completamente finito. Peccato però, che il capriccioso Re Filippo III cambiò idea senza avvisare: rimandò la sua visita a Napoli a data da destinarsi. Voi che siete più fortunati del Re, visitate l'Appartamento Reale, la Cappella Reale, i giardini e il Teatrino di corte. C'è molto altro da vedere e in questa pagina vi consigliamo le 10 cose da non perdere durante una visita al Palazzo Reale di Napoli.

Quando: tutti i giorni dalle 9:00 alle 20:00
Mai: ogni mercoledì, il 25 dicembre, il 1 gennaio, il 25 aprile e il 1 maggio.
Quanto: intero 4 €, ridotto € 2.
Come: dalla stazione centrale, bus R2 con fermata San Carlo. Dall'aeroporto di Capodichino, Alibus fermata Piazza Municipio.
Napoli-Museo Archeologico-Foto di Hardo Müller

Museo Archeologico di Napoli

Prima scuola di equitazione poi sede dell'Università, il Museo Archeologico di Napoli venne inaugurato nel 1816 e ad oggi è uno dei più importanti nel mondo per la qualità e la quantità delle opere che custodisce. Il Re Ferdinando IV intendeva creare a Napoli un imponente istituto per le arti e, a distanza di oltre due secoli, si può dire che le sue ambizioni siano state realizzate. Il Museo Archeologico, oltre a contenere i ritrovamenti degli scavi di Pompei, ospita reperti dell'età greco-romana, le antichità egizie ed etrusche della collezione Borgia e le monete antiche della collezione Santangelo. Da non perdere il "Gabinetto segreto" che raccoglie affreschi e sculture antiche dedicate al tema dell'erotismo. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere assolutamente durante una visita al Museo Archeologico di Napoli.

Quando: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 20.00
Mai: tutti i martedì, 1 gennaio, 25 dicembre
Quanto: intero 6,50 €, ridotto 3,25 €
Come: da Piazza Garibaldi (stazione), bus 201 o con la linea 2 della metropolitana con fermata alla stazione Piazza Cavour.
Napoli Sotterranea-Giovanni Facchini

Napoli Sotterranea

Per tantissimi anni, dal profondo ventre di Napoli, è stato ricavato il tufo per costruire la città, creando così anfratti, grotte e cunicoli sotterranei, che raccontano una storia parallela alla vita della Napoli in superficie. Nella città sotterranea la gente ha condotto un'altra vita, sfruttando il suo interno in mille modi, anche come prezioso rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Napoli sotterranea è il luogo dei fantasmi di Napoli, veri e falsi, buoni e cattivi. E se visitando questi cunicoli stretti e umidi avrete l'impressione di sentire uno strano vociare, non state impazzendo: è da questi cunicoli che è nata la leggenda del "munaciello". Scoprite con noi le 10 cose da non perdere durante una visita a Napoli Sotterranea.

Dove: Piazza Trieste e Trento
Quando: giovedì alle 21, il sabato alle 10, alle 12 e alle 18. Domenica festivi alle 10, alle 11, alle 12 e alle 18.

Dove: Piazza S.Gaetano
Quando: dal lunedì al venerdì alle 12, alle 14, e alle 16, il giovedì anche alle 21:00. Sabato, domenica e festivi, alle 10, alle 12, alle 14, alle 16 e alle 18.
Napoli-Il Cristo Velato nella Cappella Sansevero

Cappella Sansevero e Cristo velato di Napoli

Il Cristo velato è una delle opere più affascinanti e misteriose che si possono vedere a Napoli. Si racconta che il velo di marmo sul corpo del Cristo, sia in realtà un velo in tessuto, trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido inventato dal sinistro Principe di San Severo, illustre alchimista. Molti, invece, sostengono che il sorprendete effetto sia tutto frutto del talento di Giuseppe Sanmartino, lo scultore che realizzò il Cristo velato. Il ritrovamento di una stanza segreta e di alcune macabre opere, visibili nella Cappella San Severo, hanno contribuito a dare al Principe e al Cristo velato un'aura di mistero. La Cappella merita una visita non solo per il Cristo ma anche per le altre opere presenti in questo piccolo gioiello nascosto tra i vicoli di Napoli: un luogo ricco di simboli esoterici e religiosi, che noi vi aiutiamo a scoprire leggendo le 10 cose da sapere e vedere durante una visita alla Cappella San Severo di Napoli.

Quando: giorni feriali ore 10:00 - 17:40, domenica e festivi ore 10:00 - 13:10.
Mai: il martedì.
Quanto: intero 6 €, ridotto 4 €.
Come: dall'aeroporto di Capodichino, Alibus fermata Piazza Municipio, poi bus 1, 4 o C 82 con fermata via Nuova Marina.
Dalla stazione centrale, metropolitana linea 2 fermata Cavour.
 
 

Il Tesoro di San Gennaro di Napoli

Il legame dei napoletani con San Gennaro va ben oltre la semplice devozione per il Santo Patrono. E' un sentimento viscerale e condiviso, che nel corso dei secoli ha superato divieti e restrizioni, rafforzandosi sempre più. Nonostante San Gennaro sia considerato dalla chiesa un santo di "Serie B", non lo è per i napoletani. Il tesoro è la più immediata e importante prova di questo amore per "Faccia Gialla", il nome con cui i partenopei chiamano il Santo dovuto alla sua statua più famosa in argento dorato. Il Tesoro di San Gennaro si trova nel Museo dedicato al Santo, all'interno del Duomo di Napoli, e raccoglie reliquie e oggetti preziosi, diventati oracoli di fede. Il Tesoro comprende anche statue, candelabri e argenti vari, che i devoti hanno gelosamente protetto durante i numerosi saccheggi della città. Testimonianza di quanto i napoletani ritengano San Gennaro una presenza vicina e confortante, come fosse un caro vicino di casa, a cui ricorrere nei momenti di bisogno ma anche quando si ha solo voglia di parlare un po'. Scoprite con noi le 10 cose da sapere su San Gennaro e il suo Tesoro.

Quando: tutti i giorni 9:00 - 14:00. Aperto anche il 1° gennaio, a Pasqua, il lunedì in albis, il 15 agosto e il 25 dicembre.
Quanto: intero € 6, ridotto € 4.50. Gruppi minimo 15 persone €4.50 a persona con prenotazione e guida obbligatoria. Scolaresche € 3.50. Tutti i biglietti del Museo comprendono l'audioguida multilingua fino ad esaurimento scorte.
Come: metropolitana linea 1 fermata "Cavour" o linea 2 fermata "Museo".
Napoli-Pasta in vendita in una bottega.

Cosa comprare a Napoli

Napoli è ancora una delle città più economiche d'Italia. A seconda della disponibilità delle tasche, si può scegliere tra i negozi di grandi firme in via dei Mille, via Chiaia, Via Poerio e via Calabritto, le strade dello shopping più economico, Via Roma e Corso Umberto, e i caratteristici mercatini popolari. Da tipica città portuale e regno dell'arte di arrangiarsi, sarete chiamati a partecipare a mercati improvvisati e trattative ultra coreografiche. Vi potrà capitare di acquistare, per strada, un telefonino di ultima generazione, e scoprire che, in realtà, vi hanno rifilato una scatola vuota; al massimo, un telefonino di legno. Benvenuti nel pieno della tradizione napoletana: vi hanno appena fatto il "pacco". Ovviamente, basta stare un po' attenti per evitare di portarsi a casa questi souvenir costosi e inutili. Diffidate di chi vi propone un affare a prezzi scontati, all'angolo di un vicolo e con la fretta di avere i soldi. Affidatevi ad uno shopping più tradizionale, e se non sapete da dove iniziare, ecco i nostri 10 consigli sui negozi e le cose da comprare a Napoli.
Napoli-La facciata del Museo di Capodimonte

Il museo e il parco di Capodimonte a Napoli

L'antica Reggia Borbonica che ospita il Museo di Capodimonte, è uno degli spazi verdi più belli di tutta Napoli. Il Museo raccoglie alcune opere di grandissimi maestri della pittura, come Botticelli, Goya, Tiziano e Caravaggio. Passeggiando per le ampie sale del palazzo, arredate come se la famiglia borbonica fosse uscita di casa un attimo prima del vostro ingresso, vi riporta indietro nel tempo. Lungo le 110 sale e i tre piani del Museo di Capodimonte, si snoda un percorso che parte dal piano nobile con la Galleria Farnese e l'Appartamento Reale, prosegue al secondo piano con la Galleria Napoletana e si conclude con la collezione ottocentesca e quella di Arte Contemporanea. Capodimonte è l'unico museo al mondo dove all'arte antica si affianca quella contemporanea. Tra le collezioni di numismatica, paramenti e ceramiche preziose, il Museo di Capodimonte offre una stupenda istantanea della Napoli che fu. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere assolutamente, ma scoprirete che lungo il percorso, c'è molto altro.

Quando: tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30.
Mai: ogni mercoledì, il 1 gennaio e il 25 dicembre.
Quanto: intero 7, 50 €, ridotto 3, 75 €.
Come: dall'aereoporto di Capodichino, Alibus fino a Piazza Municipio e bus C 63 o R 4. Metropolitana linea 2 fermata Cavour e poi bus 178, M2 o 201 o anche sempre linea 2 fermata Montesanto e bus C 63 o R4.
Napoli-Uscire la sera-Foto di iosonovale

Uscire la sera a Napoli

Napoli è una città mediterranea, e come tale, è popolata da gente che ama vivere all'aperto. Non bisogna certo aspettare il fine settimana per vedere le strade della città brulicare di persone. Ogni sera è quella buona per bere una birra nei localini del centro storico e passeggiare tra le bancarelle che, soprattutto in estate, fanno bella mostra dei loro oggetti fino a tarda notte. Dai concerti agli spettacoli teatrali, dalle discoteche ai ristoranti più chic della città, Napoli ha sempre tutte le carte in regola per ribadire il suo stile di vita: qui la notte non è fatta per dormire. Ecco i 10 posti di Napoli dove passare la vostra serata.
Napoli-Pizza

Cosa mangiare a Napoli

Se avete assaggiato la pizza in altri posti d'Italia e siete rimasti delusi, ve la siete cercata! La pizza è un bene esclusivamente napoletano. In molti spacciano improponibili torte tonde, basse e salate come pizza napoletana. Ma quella vera è fatta con pochi ingredienti, e rispetta leggi quasi divine. Acqua, farina, sale e lievito per un impasto sottile dai bordi alti e saporiti. Nonostante le varianti, tutte rigorosamente ipercaloriche, la pizza originale è la "Margherita", inventata dal pizzaiolo Raffaele Esposito in onore della Regina. Esposito la condì con pomodoro, mozzarella, olio e basilico, inventando uno dei piatti più buoni, patriottici e invidiati in tutto il mondo. A Napoli la pizza è ottima dappertutto: se volete cercare un posto dove si mangia male, non sarà facile trovarlo. Ovviamente la cucina napoletana non è solo pizza: è qualcosa di straordinario, una vera sinfonia di sapori, colori e calorie. Pensate ad un piatto: ecco, quasi sicuramente è nato a Napoli. Spaghetti, ragù, lasagne, pasta con frutti di mare, fritture di pesce, braciole e soffritto, torte dolci e salate, dolci, babà, struffoli, pastiere e poi..e poi…Sedetevi e gustate.
 

 

lunedì 1 ottobre 2012

Alanis Morissette - Thank You (Video)

5 esperimenti ;)


Ecco 5 esperimenti da ricreare facilmente in classe o a casa:
1. IL PALLONCINO SI GONFIA DA SOLO!
Riempite una bottiglietta con dell’aceto; prendete un palloncino sgonfio e mettete un pochino di bicarbonato di sodio. Fate aderire il “collo” del palloncino a quello della bottiglietta e tenetelo stretto: versando il contenuto del bicarbonato nell’aceto il palloncino incomincerà a gonfiarsi. Una vera magia! Inoltre, se qualche cosa si rovescia si può tranquillamente pulire perché non state usando nulla di nocivo!
2. IL VULCANO ESPLODE!
Come sopra, riempite mezza bottiglia (precedentemente tagliata) di aceto, un pochino di sapone liquido e del colorante da cucina rosso. Costruite con della carta velina o del Das il vulcano che sta intorno. Quando siete pronti aggiungete del bicarbonato di sodio e…il vulcano erutterà!
3. IL VORTICE!
Riempite una bacinella d’acqua e aggiungete del borotalco. Un bambino alla volta dovrà infilare il proprio dito nella bacinella d’acqua, dito precedentemente cosparso di sapone liquido. Lo strano vortice comparirà, come un vero tornado!
4. LONTANO IL PEPE!
Come il vortice, riempite una bacinella d’acqua ma questa volta cospargetela di pepe. Quando il bambino si avvicinerà con il dito cosparso di sapone liquido il pepe scapperà verso le pareti, strabiliante!
5.  IL RAZZO!
Una bottiglia di Cola da 2litri e 4 Mentos possono fare un effetto a dir poco esplosivo! Andate in un luogo aperto e sporcabile; posizionate la bottiglia aperta su un tavolo: prendete le  4 Mentos, mettetele nella bottiglia e schizzate via veloci. E’ incredibile l’effetto che si creerà!

cos'è la febbre

La comparsa della febbre nei bambini rappresenta un'evenienza frequente ed è uno dei più comuni sintomi che manifestano i bambini nei loro primi anni di vita.
Specie se la comparsa è improvvisa o la temperatura raggiunge livelli ritenuti elevati, la febbre rappresenta solitamente nei genitori un motivo di allarme e preoccupazione. 
Bisogna però tenere in considerazione un dato importante e cioè che la febbre è una risposta normale ad una infezione e che serve al bambino per difendersi meglio dalla malattia. 
Bisognerebbe evitare, ma non è facile farlo…, di arrivare a una vera e propria "fobia della febbre".
Iniziamo cercando di capire cos'è la febbre.
La febbre è un aumento della temperatura corporea superiore, indicativamente, ai 37°C se misurata per via cutanea (ascellare), o superiore ai 37,5°C se misurata per via rettale o orale.
Deve essere ben chiaro sempre il concetto che la febbre non è una malattia, è un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata.
La febbre è una difesa naturale del corpo che aiuta a distruggere i microbi.

Da cosa è provocata e come si verifica?
Le cause principali della febbre nei bambini sono le infezioni da virus e batteri. Questi si diffondono da un organismo all'altro tramite le vie respiratorie; è per questo motivo che gli episodi febbrili aumentano rapidamente nei bambini durante il primo anno di asilo dove vengono a contatto con molte altre sorgenti di microbi.
La presenza di microbi (virus e batteri) provoca la messa in atto di meccanismi di difesa da parte dell'organismo in cui vengono prodotti e attivati vari tipi di cellule. Alcune di queste cellule rilasciano delle particolari sostanze (le interleuchine) che agiscono su una parte del cervello (l'ipotalamo) dove è presente un centro che regola la temperatura del corpo, proprio come un termostato.
Queste sostanze agiscono sul centro termoregolatore facendogli aumentare la temperatura stabilita di qualche grado oltre il livello normale. Tutto ciò provoca i brividi, che servono a produrre calore, e il senso di freddo, causato dalla vasocostrizione cutanea (riduzione della quantità di sangue che scorre sotto la pelle) che riduce la perdita di calore. 
L'aumento di temperatura corporea per via di questo meccanismo di difesa impedisce alla maggior parte dei microbi di moltiplicarsi. Quando l'infezione comincia a guarire, il livello stabilito dal "termostato" si abbassa nuovamente e il copro reagisce con la sudorazione e la vasodilatazione (aumento del flusso del sangue appena sotto la pelle), che consente di disperdere una maggior quantità di calore e di abbassare la temperatura.

Deve sempre essere curata?
Gli esperti sostengono che la febbre non andrebbe trattata con rimedi farmacologici o fisici, ma lasciata agire.
Il sistema di regolazione della temperatura corporea impedirebbe che raggiunga livelli troppo elevati.
La febbre,quindi, dovrebbe deve essere lasciata agire affinché svolga il suo ruolo difensivo. 
E' certo che tutto questo è fattibile a parole ma mai quando ci si trova davanti al proprio bambino ammalato…

Come si misura la febbre?
Tra i metodi di misurazione della temperatura nei bambini, quelli rettale e orale sono i più precisi. 
La misurazione ascellare è accettabile, ma può dare dei risultati variabili perché misura la temperatura della pelle che è influenzata maggiormente dall'ambiente. 
Il metodo rettale è suggerito specialmente per i bambini nel primo anno di età.
  • · La misurazione rettale
Assicurarsi che il termometro sia adatto per questo tipo di misurazione. Pulirlo con alcool e scuoterlo in modo da abbassare la colonna di mercurio al di sotto dei 36°C. Il bambino può essere posizionato sulla schiena (supino) o a pancia in giù nel grembo. Se viene messo sulla schiena, tenere leggermente sollevate le gambe per facilitare la misurazione. Lubrificare la punta del termometro con vaselina e inserirla delicatamente nel retto per circa 2 cm nel neonato e 5 cm nel bambino grande.
Con una mano tenere fermo il bambino e con l'altra tenere il termometro, assicurandosi di non lasciarlo.
Il tempo necessario per la misurazione è di almeno 1 o 2 minuti.
  • · La misurazione orale
Questo metodo va bene per i bambini più grandi che sono in grado di non mordere il termometro.
Per fare una misurazione accurata, bisogna assicurarsi che il bambino non abbia ingerito bevande molto calde o fredde nella mezz'ora precedente e che sia rimasto tranquillo durante questo periodo.
Pulire con alcool un termometro adatto alla misurazione orale e abbassare il livello della colonna di mercurio, agitandolo. Appoggiare bene in fondo sotto la lingua, da un lato o dall'altro, la parte del termometro sensibile alla temperatura e far restare calmo e con la bocca chiusa il bambino per almeno tre minuti.
  • · La misurazione ascellare
Consigliato per i bambini più grandicelli. Dopo aver pulito il termometro con alcool ed averlo scosso per abbassare il livello di mercurio al di sotto dei 36°C, metterlo sotto l'ascella del bambino (a contatto con la pelle che deve essere asciutta) e fargli tenere il braccio contro il corpo per almeno 5 minuti.
  • · Altri metodi e strumenti di misurazione
Per quanto riguarda i termometri auricolari, sebbene siano precisi, per il loro costo ed il limitato impiego non sembrano rappresentare un particolare miglioramento rispetto ai metodi di misurazione tradizionali.
Le strisce reattive da mettere in fronte sono poco precise ed i livelli di temperatura sono da considerare quindi solo indicativi.

Quali rimedi per dare sollievo al bambino? · Rimedio 1
È importante far sì che il bambino beva più del solito per evitare la disidratazione. Qualsiasi bevanda va bene: acqua, succo, latte, ecc., ma non tè o caffè. Se il bambino ha poca voglia di bere, si può aggiungere lo zucchero o offrirgli assieme una cannuccia per divertimento. I segni più comuni della disidratazione sono la poca urina, la pelle secca (specie le labbra), le poche lacrime quando il bambino piange e, nei neonati, una fontanella infossata. 
· Rimedio 2
Non bisogna coprire il bambino in maniera eccessiva perché questo può far salire la temperatura oltre il livello stabilito dal "termostato" e contribuire ad aggravare il disagio. Quando il bambino ha i brividi lo si può coprire con una coperta leggera, ma appena questi scompaiono o sente caldo è meglio rimuoverla per consentire al corpo di disperdere il calore. 
· Rimedio 3
Non c'è motivo di forzarlo a mangiare se non ne ha voglia; lo si può tranquillamente alimentare con liquidi nutrienti come il brodo. 
· Rimedio 4
Non è detto che un bambino con la febbre si senta male; ci può essere un bambino con 39°C di febbre che ha voglia di giocare e uno con 37,5°C che non se la sente. Non è necessario che il bambino rimanga a letto; basta che non faccia sforzi fisici eccessivi perché questi lo rendono più debole, diminuendo l'energia che il corpo ha a disposizione per combattere l'infezione, oppure possono aumentare la temperatura corporea, creando fastidio. 
· Rimedi fisici per ridurre la temperatura
Le spugnature con acqua tiepida possono essere utili, ma solo quando gli antipiretici non hanno avuto effetto e, comunque, dopo almeno mezz'ora dalla somministrazione di un antipiretico. Le spugnature riducono la temperatura perché fanno disperdere calore per via dell'acqua che evapora dalla superficie corporea.
Se questa perdita di calore non viene preceduta dalla somministrazione di un antipiretico il livello di temperatura prestabilito dal termostato ipotalamico non viene modificato. L'organismo reagisce quindi con la messa in atto di meccanismi tendenti alla produzione di calore (brividi, vasocostrizione, ecc.) per raggiungere nuovamente la temperatura indicata. 
Tutto ciò contribuisce ad aggravare il disagio del bambino.
Per fare le spugnature, mettere il bambino in una vasca con poca acqua tiepida e, immergendo spesso la spugna, fargliela scorrere addosso per una ventina di minuti. Se al bambino vengono i brividi, bisogna aumentare leggermente la temperatura dell'acqua. È possibile fare le spugnature anche a letto se il bambino non ha voglia di alzarsi, basta riempire una bacinella di acqua tiepida e usare una spugna per bagnare leggermente la sua pelle. Altri trattamenti fisici non sono consigliati, perché, oltre ad avere solo un effetto temporaneo sulla temperatura corporea del bambino, possono dare fastidio e anche causare danni.
Uno di questi metodi, purtroppo ancora oggi ritenuto efficace da alcuni, è la spugnatura con l'alcool; i vapori dell'alcool possono essere inalati dal bambino e provocare seri danni.

Il trattamento farmacologico La presenza di febbre non è di per sé motivo per assumere farmaci, lo è, casomai, il senso di disagio che essa può provocare nel bambino. Indicazioni utili per l'impiego degli antipiretici (farmaci antifebbrili che riducono la febbre) sono:
  • una temperatura oltre i 39°C e con sintomi fastidiosi;
  • una febbre lieve ma con sintomi dolorosi come mal di testa o mialgia (dolori muscolari);
  • una temperatura oltre i 40,5°C.
Gli antipiretici abbassano il livello di temperatura stabilito dal termostato ipotalamico, causando la messa in atto di meccanismi appositi per disperdere calore e, di conseguenza, diminuire la temperatura.
Se il bambino vomita e non riesce a trattenere niente nello stomaco, si può somministrare l'antipiretico in forma di supposta. È consigliabile non svegliare un bambino che dorme per dargli l'antipiretico: il riposo aiuta il corpo a combattere l'infezione. Inoltre, bisogna ricordarsi che non è necessario che la temperatura diminuisca fino ad arrivare ad un livello afebbrile; basta che arrivi ad un punto in cui il bambino si senta di nuovo a proprio agio. Il paracetamolo è l'antipiretico di prima scelta, perché è efficace ed ha pochi effetti collaterali.
Nel caso sia necessario il trattamento farmacologico, occorre attenersi scrupolosamente al dosaggio consigliato.
Si ricorda che tutti i dosaggi e i suggerimenti per la somministrazione dei farmaci, anche i più comuni, deve sempre essere dato dal medico e che comunque è una buona regomla non somministrare mai farmaci senza prima aver consultato il pediatra.

Quando è opportuno chiamare il medico?
Poiché la febbre è un sintomo e non una malattia, bisogna valutare lo stato del bambino nel suo complesso per capire se è una situazione grave che richiede l'intervento di un medico.
Se un bambino con meno di sei mesi ha la febbre è indispensabile chiamare il dottore.

I sintomi che richiedono attenzione sono:
  • Difficoltà a respirare
  • Il collo irrigidito (non riesce a toccarsi il petto con il mento o a guardare in su)
  • Difficoltà nel risveglio
  • Dolore alle orecchi
  • Stato confusionale
  • Sopore
  • Convulsioni
...quindi, in caso di febbre...
  • Far bere il bambino abbondantemente (evitare caffè e tè).
  • Vestirlo leggermente. Coprirlo con una coperta leggera solo quando ha i brividi.
  • Non utilizzare gli antipiretici se il bambino non è infastidito dalla febbre.
  • Se occorre, dare da 10 a 15 mg/kg di paracetamolo e ripetere, se necessario, la somministrazione dopo 6 ore. Non continuare a somministrare gli antipiretici per più di 24 ore di seguito senza chiamare il dottore.
  • Le spugnature, consigliate per una temperatura sopra i 40°C che crea sconforto, richiedono acqua tiepida (non fredda) e vanno fatte dopo almeno mezz'ora dalla somministrazione di un antipiretico.
Rimane e verrà trattato presto un argimento strettamente legato alla febbre che fa paura se non lo si conosce bene ma che è importante saper trattare: le convulsioni. 

Dopo trauma cerebrale diventa un genio matematico


Nei cartoni animati e nei telefilm è un’idea usata spesso, ma nella realtà è un fatto raro e che molti giudicavano sostanzialmente impossibile. Eppure Jason Padgett, dopo un “colpo in testa” è ora diventato un genio matematico.
equazioni
Padgett era stato gravemente ferito in una brutale aggressione all’uscita da un locale, nel corso della quale tre rapinatori gli hanno causato danni cerebrali colpendolo ripetutamente a calci in testa.
Padgett però si è ripreso, ed ora “vede” dovunque complicate formule matematiche ed è in grado di disegnare a mano precisi grafici di funzione. Le analisi mediche hanno evidenziato che il cervello dell’uomo, per “compensare” il malfunzionamento delle aree danneggiate, fa lavorare maggiormente aree normalmente sottoutilizzate.
Quello di Padgett è uno dei pochissimi casi clinici in cui è confermata la relazione tra un trauma e l’acquisizione di nuove capacità

La telecamera che ti riconosce e ti cerca su Facebook


Privacy? Una cosa che appartiene sempre di più al passato, sembrerebbe. A dare un’altra picconata al sempre più fragile muro della riservatezza e dell’anonimato l’invenzione di un’azienda americana che ha realizzato un sistema di riconoscimento facciale che identifica le persone inquadrate dalla telecamera e le riconosce tramite il loro profilo Facebook.
fotocamera-riconoscimento_thumb[1]
L’idea nasce per consentire agli utenti di usufruire dei buoni sconto che molti negozi offrono ai loro fan su Facebook, ma che molte persone si dimenticherebbero di sfruttare. Con il riconoscimento automatico viene effettuato il “check-in automatico” che permette di usufruire degli sconti.
Al momento, solo gli utenti che autorizzano l’applicazione di riconoscimento automatico ad usare i dati del loro profilo facebook possono essere riconosciuti, ma è sicuramente una dimostrazione della possibilità di elaborare e tracciare ogni informazione messa online.

Le automobili si parleranno l’una con l’altra? il test su larga scala negli USA


Le automobili presto potrebbero essere “in rete” e dialogare l’una con l’altra, per scambiarsi informazioni sulla posizione reciproca e sul traffico: in questo modo, secondo gli esperti, potrebbero essere ridotti dell’80% gli incidenti (almeno quelli in cui il guidatore non è sotto l’effetto di alcol o droghe).
comunicazione-veicoli
Il Dipartimento dei Trasporti USA e l’Università del Michigan hanno programmato un esperimento che si svolgerà ad Ann Arbor, nello stato del Michigan, che coinvolgerà circa 2.800 veicoli (si tratta del test di questo tipo che coinvolge più veicoli finora), per verificare se l’efficacia del sistema è confermata ed effettivamente ha un impatto positivo sulla sicurezza.
Ci vorranno molti mesi per elaborare i dati (quelli definitivi dovrebbero essere disponibili tra circa un anno) e successivamente il Dipartimento dei Trasporti potrebbe valutare se rendere il sistema obbligatorio.

Cambia nome in “Tyrannosaurus Rex”


Un ventitreenne del Nebraska ha ottenuto di cambiare il suo nome di battesimo, ed ora è registrato all’anagrafe come Tyrannosaurus Rex: più precisamente, il nome completo è Tyrannosaurus Rex Joseph Gold.
trex
La scelta di cambiare nome, dall’anonimo “Tyler” al certamente insolito “Tyrannosaurus Rex” è stato spiegato da Gold come una sorta di strategia di marketing: “Come imprenditore, la riconoscibilità del proprio nome è importante, ed indubbiamente il mio nuovo nome si imprime molto di più nella memoria”. Gold ha aggiunto sintetizzando “è un nome più figo”.


Donna mette in vendita la sua anima “poco usata” su eBay


Una donna di Albuquerque, nel New Mexico, ha messo all’asta qualcosa di decisamente insolito, che altri eviterebbero di vendere a qualunque prezzo: la sua anima.
La donna, Lori N., ha ammesso che la vendita è “un grido di disperazione”, dopo che la sua vita ha preso una piega tutt’altro che rosea dopo un incidente stradale che l’ha lasciata in coma per tre settimane, senza contare le diverse ferite e fratture da cui non si è mai completamente ripresa, e che la hanno costretta ad abbandonare il lavoro e ad accontentarsi di piccoli lavoretti. E da qui l’idea: se per colpa del suo corpo non riesce più a guadagnare, perché non provare con la sua anima?
anima-in-vendita_thumb[5]
Quel che offro è la possibilità di salvare la mia anima. Possono salvarla con la preghiera, o la conversione. Gli farò avere un certificato in cui sono dettagliati i ‘marchi’ bianchi e neri sulla mia anima”.
La vendita, chiaramente, non è andata a buon fine, ma se non altro ha avuto diversi contatti e molta visibilità, che forse è quel che interessava di più (coscientemente o no) a Lori.

Donna decide di nutrirsi solo di luce: muore di fame


Una cinquantenne svizzera è morta dopo essersi convinta di poter sopravvivere nutrendosi solo di luce. La donna era rimasta particolarmente  colpita dal film-documentario “Am Anfang war das Licht” (“In principio c’era la luce”), presentato nei cinema svizzeri nel 2010, che raccontava la storia di due uomini che avrebbero vissuto solo di luce e meditazione anziché di cibo, secondo la dottrina del breatharianismo.
luce
La donna ha applicato alla lettera quanto descritto nel film, smettendo di assumere cibo ed acqua. La situazione aveva preoccupato i figli della donna, che la avevano invitata ad abbandonare la “folle” filosofia e a riprendere a mangiare. La donna aveva garantito che avrebbe ripreso a nutrirsi, ma così non è stato, e dopo pochi giorni è morta di fame.
Non è la prima vittima di questa filosofia: ad esempio nel 1999 una donna è morta in Scozia esattamente nello stesso modo. “E’ un suicidio”, ha commentato uno specialista di disordini alimentari.
Ma gli esponenti del breatharianismo rifiutano l’accusa: “il problema è che la donna non è entrata nella giusta sintonia con le forze praniche”.